mercoledì 10 luglio 2013

Predire il futuro con il test del Dna

Tra i tanti incontri fatti a Gerusalemme ci ha colpito Vincent, un turista belga in vacanza con la sua giovane moglie. Ci ha parlato del test del Dna fatto per curiosità a solo 99 $. Lo ascoltiamo perplessi, mentre davanti ad un the ci espone i risultati, tutto sommato rassicuranti. Ha solo una probabilità di una volta e mezza superiore al normale di sviluppare un tumore al colon. Questo tipo di tumore, dice Vincent, compare generalmente dopo i quarant’anni e dopo quell’età farà delle analisi più frequenti.

Vincent si è collegato al sito 23andMe (https://www.23andme.com/), la società americana con sede in California creata dalla moglie di Brin, il co-fondatore di Google, ha pagato 99 $ con la carta di credito (il costo era dieci volte tanto solo sei anni fa, quando 23andMe è stata fondata) e dopo qualche giorno ha ricevuto a casa un kit in plastica. Lo ha agitato, ha sputato più volte all’interno del contenitore e ha rimandato il tutto in California attraverso un corriere. Poche settimane dopo ha ricevuto una mail con la password necessaria per accedere ai dati on-line.

I risultati forniscono tantissime informazioni curiose, come il colore degli occhi e l’origine ancestrale della famiglia. Nella banca dati di 23andMe sono infatti catalogati oltre 200.000 genomi, compresi quelli dei nostri antenati, fino all'Uomo di Neandertal. Vincent ha origini vichinghe, mentre gli antenati della moglie Christine, che ha fatto il test insieme a lui, sono andalusi. Un loro amico ha scoperto di avere qualche antenato ebreo askenazita, gli ebrei dell’Europa orientale.

Ma l’utilità di questo test, ci spiega sempre Vincent, sta soprattutto nel fatto che può dirci se siamo esposti ad alcune malattie per motivi ereditari, come il carcinoma alla mammella, il tumore del colon, il carcinoma midollare della tiroide, la poliposi familiare e il melanoma familiare. Oltre ai tumori il test valuta anche la predisposizione alle malattie cardiovascolari, all’osteoporosi, al diabete e all’Alzhaimer.

Da quando nel maggio scorso la celebre attrice Angelina Jolie ha annunciato di essersi fatta asportare entrambi i seni perché portatrice di un gene tumorale (la sua probabilità di contrarre il tumore per motivi ereditari era del 70% - sua madre è morta all’età di 56 anni per un tumore alle ovaie e la zia è morta di recente per lo stesso motivo), i laboratori di diagnostica genetica di tutto il mondo sono stati sommersi dalle richieste di elaborazione dei test.

I medici sono comprensibilmente scettici verso queste analisi “fai da te”, perché non tutte le persone sono in grado di valutarne i risultati e qualcuno potrebbe entrare in paranoia, ma è pur vero che le persone hanno il diritto di essere informate. Sta nella sfera personale di ciascuno decidere: c’è chi preferisce  trascorrere vent’anni senza sapere che lo aspetta una patologia drammatica e chi invece intende impiegare quel tempo per prepararsi alla morte. L’importante è che non sia lo Stato o una religione a regolare le scelte dei cittadini in campi come questo.

Bisogna inoltre considerare che questo tipo di indagine è limitata: i tumori ereditari, cioè quelli che verrebbero individuati dal test, sono solo il 10% di tutti i tipi di tumore. Gli altri sono imputabili a fattori ambientali e al modo in cui si vive. Chi fuma, per esempio, vive mediamente 10 anni in meno degli altri, e questo non viene individuato dalle analisi.

Mi sa che quando torniamo a casa un pensierino lo facciamo: investire 99$ per escludere un 10% di malattie tumorali non è forse una brutta idea.

Nota: Quando ci si registra nel sito c'è la possibilità di inserire un nome diverso dal proprio, un nickname. Questo, per venire incontro alle tante discussioni sorte sull'eventuale utilizzo improrpio di dati così personali.



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