Guardando i soldati delle Forze di
Difesa Israeliane (IDF) non si direbbe certo che Israele abbia il quarto
esercito più potente al mondo. Per le strade si incontrano soldati poco
disciplinati, con piercing, capelli lunghi e sigaretta alla mano, mentre le
soldatesse hanno divise attillate, occhiali da sole e rossetto che si mettono
sulle labbra mentre tengono in bilico con le gambe un fucile mitragliatore.
Il servizio militare è obbligatorio
per tutti gli ebrei che abbiano compiuto i 18 anni; dura tre anni per gli
uomini e due per le donne. Gli arabi che vivono in Israele, circa il 20% della
popolazione, possono accedere solo come volontari. Per molti israeliani
l’esercito rappresentano un rito di passaggio, un’esperienza che hanno vissuto
i loro genitori. Chi non presta il servizio militare non può godere di
determinati benefici previsti dallo stato.
Gli ebrei ultraortodossi, gli haredim,
non fanno mai i soldati perché si dedicano totalmente allo studio della Torah e
in generale non riconoscono il governo israeliano. Per venire incontro alla
crescente richiesta da parte degli ultraortodossi di fare il servizio militare
è stata istituita un’unità speciale solo per gi haredim, con caserme separate e
mensa interamente kasher, dove gli animali vengono macellati secondo i dettami
ebraici. All’unità speciale sono stati arruolati anche alcuni giovani
ultraortodossi e ultranazionalisti che si sono rivelati particolarmente
violenti con i palestinesi e sono stati scoperti mentre tiravano loro dei
sassi.
Quasi tutti i soldati hanno il
permesso di uscire, o tornare a casa ,durante il fine settimana, si possono vedere a frotte nelle discoteche o
negli autobus. Spesso sono in borghese e si distinguono dagli altri perché
hanno con loro il fucile dal quale non possono mai separarsi. Una volta finito
il servizio militare obbligatorio gli uomini vengono richiamati ogni anno come
riservisti fino a 43 anni di età.
Esistono, pero, anche i refusnik, riservisti che si rifiutano di
prestare servizio in Cisgiordania per motivi ideologici. Alcuni di questi, dopo
la loro brutta esperienza, non solo si rifiutano di fare il militare ma entrano
a far parte di associazioni israeliane per i diritti umani contrarie
all’occupazione della Palestina da parte di Israele.
I posti di frontiera e i check point
sono pieni di giovani soldati poco più che adolescenti che si trovano a dover
fronteggiare situazioni spesso più grandi di loro, con la rigidità
caratteristica della giovane età. Le ragazze sono spesso più severe dei ragazzi
e fra i viaggiatori si è sparsa la voce di scegliere, se possibile, le code
dove il controllore è un uomo.
Noi siamo passati molte volte
attraverso il check point 300 (il
numero è progressivo!), uno dei più famosi perché separa Betlemme da Gerusalemme,
ed è veramente umiliante vedere i palestinesi appoggiare il foglio con il
permesso sul vetro, adagiare il dito sul rivelatore di impronte digitali che
emette una luce verde e aspettare che il militare dall’altra parte, con i piedi
sul tavolo, finisca di scrivere sul suo cellulare e dia il consenso a
proseguire.
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Il servizio militare è obbligatorio per tutti gli ebrei che abbiano compiuto
i 18 anni; dura tre anni per gli uomini e due per le donne |
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Pistole alla cinta anche nei momenti di svago |
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Israele ha il quarto esercito più potente al mondo |
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Si riceve in dotazione un fucile di cui si è sempre responsabili, anche quando non si è di servizio |
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Quasi tutti i soldati hanno il permesso di uscire, o tornare a casa ,durante
il fine settimana, si possono vedere a
frotte nelle discoteche o negli autobus |
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I posti di frontiera e i check point sono pieni di giovani soldati poco
più che adolescenti |
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