martedì 5 febbraio 2013

Birmania: la politica, i costumi e la società

[Birmania]  I media ci avevano descritto la Birmania come un paese rimasto alle origini, dove la chiusura agli stranieri per molti decenni ha mantenuto intatte le antiche tradizioni. Arrivando a Yangon siamo rimasti sorpresi nel vedere grattacieli moderni, strade piene di suv e bar alla francese dove puoi mangiare brioches e bere un cappuccino al fresco dell’aria condizionata.

La realtà è che il paese viaggia a due velocità: le risorse energetiche e minerarie stanno fornendo al paese grosse quantità di denaro che si spartiscono in pochi, mantenendo alta l’inflazione, mentre il resto della popolazione rimane molto povero, con stipendi di 60/90$ al mese. Fuori dalla ex capitale Yangon ci sono pochissime auto e le città sono modeste. Se poi si arriva ai villaggi si vede che la maggior parte dei sessanta milioni di abitanti del Myanmar vive su palafitte con mura di canne intrecciate, senz’acqua e con l’energia elettrica che, quando va bene, è fornita da un piccolo pannello fotovoltaico posto sul tetto di paglia, giusto per la luce della sera. Ciononostante quasi tutte le persone che abbiamo incontrato sono sorridenti e sembrano condurre una vita dignitosa.

Vengono usate tantissimo le biciclette, le moto di origine cinese e i carretti trainati da buoi o cavalli. In campagna non esistono trattori e si fa tutto a mano. Nelle città e nei paesi si usano tanto i trishaw, delle biciclette a tre ruote con due seggiolini ai lati come le motociclette sidecar.

I birmani sono persone oneste. Hanno imparato a fare come il governo, cioè ricaricare il costo delle cose e dei servizi ai turisti, ma una volta concordato il prezzo non ci sono più sorprese. Anche dal punto di vista dei furti non ci sono assolutamente problemi, non abbiamo mai sentito qualcuno a cui sia stato rubato qualcosa.
Il cibo è un problema, anche entrando in un supermercato si trova veramente poco di commestibile per un occidentale, pure i biscotti sono impossibili. Sia noi che i nostri amici Katia e Mauri siamo dimagriti mediamente di tre chili durante il soggiorno in questo paese.

Regime e censura
Da turisti non si nota assolutamente niente del clima politico di oppressione e censura: girando nelle zone turistiche, e lungo le strade che le congiungono, non abbiamo praticamente mai visto poliziotti o militari. Anche la censura di internet è stata allentata in quanto è possibile accedere a qualsiasi sito del mondo da tutti gli internet point del paese. E’ chiaro che i controlli e le censure ci sono, lo dicono gli stesi abitanti, ma sono sottili e si avvalgono di un discreto numero di spie. Se una persona ospita a casa uno straniero la polizia arriva subito, perché è vietato.

In molte zone di confine sono in atto aspri combattimenti per la secessione (il Myanmar è grande due volte l’Italia) che il governo controlla con metodi spesso brutali. Chiaramente queste  aree sono vietate ai turisti, ma ci si può spostare qualche centinaio di chilometri a nord di Mandalay e vedere  i campi di lavoro forzati con i detenuti con la divisa che spaccano pietre e file di militari che li controllano. Spesso nei campi di lavoro forzati finiscono anche le minoranze senza che abbiano nessun’ altra colpa se non quella di trovarsi nel posto sbagliato, magari vicino ad una zona di confine o ad un’aera petrolifera.

L’abbigliamento
In Birmania sia uomini che donne indossano il ‘longy’, soltanto il10% dei maschi porta i pantaloni. Il longy è un indumento particolarmente pratico, una specie di gonna fatta di un unico pezzo di stoffa rettangolare cucito sul lato più corto. Nel caldo dei tropici tiene le gambe molto più fresche di qualsiasi tipo di pantaloni. Il longy non ha taglie perché è molto largo: si può allentarlo dopo un pasto abbondante e non è necessario rifare il guardaroba se si ingrassa o dimagrisce. Il longy di ricambio non è un semplice indumento, si trasforma in una tracolla per portare dei pesi quando si viaggia, può diventare un lenzuolo, una tovaglia da pic-nic oppure può essere usato come culla per un bambino.

Gli uomini usano stoffe a quadri piccoli o a righe, per fermare il longy uniscono i due lembi sul davanti e quindi li legano con un mezzo nodo. Una delle due estremità viene fermata in vita mentre l’altra può essere lasciata pendere fuori e può essere trasformata in una piccola tasca. Sul longy indossano una t-shirt o l’elegante camicia col collo a coreana. Le donne invece, per il longy usano stoffe più colorate e lo annodano al fianco. In Birmania non si vede quasi nessuna donna con la gonna corta o con i pantaloni, noi ne abbiamo visto solo qualcuna nel quartiere cinese di Yangon, e soprattutto non si possono esibire scollature o magliette e camicette senza maniche, a parte le turiste.

In Birmania è difficile trovare negozi di scarpe perché tutti usano ciabatte ad infradito di gomma o di velluto, anche su un vestito elegante. 

I trishaw sono i mezzi più economici usati in città
Un taxi davvero particolare...
Il durian, frutto asiatico, ha un odore insopportabile, è addirittura vietato in autobus e in treno

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