venerdì 1 febbraio 2013

Le colorate colline di Pindaya

[Birmania]  Le guesthouse del Myanmar lasciano molto a desiderare, ma la cosa positiva è che la colazione è generalmente inclusa nel prezzo; a parte Yangon, sarebbe quasi impossibile mangiare pane e marmellata in un qualsiasi ristorante. E’ poi interessante ascoltare gli altri viaggiatori che parlano mentre sorseggiano un caffè o discutere con loro scambiandosi delle informazioni sui posti da visitare. Anche se ci sono sempre tanti giovani l’età media dei turisti in questo paese rimane molto alta.

Due ragazze inglesi estraggono un vaso di Nutella dalla borsa, il primo istinto è quello di prenderla e scappare, come fanno le scimmie con i turisti quando tengono in mano del cibo - da qui si può capire il nostro livello di disperazione alimentare -, invece ci limitiamo a chiedere dove l’hanno comprata: India!

Oggi facciamo un’escursione a Pindaya per vedere la famosa grotta naturale di Shwe Oo Min, un’enorme caverna calcarea con migliaia di statue dorate del Buddha. La strada per arrivarci sembra sia una delle più belle della Birmania, per cui non prendiamo i tre diversi autobus che servono per arrivarci da Nyaunggshwe, ma un taxi, molto più costoso ma che ci permette di andare e tornare nello stesso giorno, fermandoci a fare tutte le foto che vogliamo.

Il taxi ci costa 60$, da dividere con Beat, un giovane ingegnere svizzero che ha lasciato il lavoro in un’importante industria che produce pannelli per isolare le case per farsi 8 mesi in giro per il mondo. Quando tornerà cercherà un altro lavoro tanto, dice:  “finché le banche reggono, in svizzera non abbiamo problemi”. Oppure farà il supplente nelle scuole svizzere, dove si guadagna l’equivalente di 3.800€ netti al mese! (svengo). Singolare anche la sua famiglia: lui e i suoi tre fratelli vivono in Svizzera, mentre i genitori, visto che i figli son cresciuti, sono andati a vivere in Costa Azzurra dove il clima è migliore. Si vedono mediamente ogni sei mesi.

Il tragitto per arrivare a Pindaya è uno dei più belli che abbiamo visto in Myanmar. Pensiamo che il taxista ci odi, anche se non è proprio nel loro carattere, l'abbiamo fatto fermare per scattare foto un'infinità di volte. Ci sono coltivazioni di rape, cipolle, risaie, grano, cavoli e soprattutto mais. Bufali che trainano carretti e contadini al lavoro, è la Birmania che ci aspettavamo ma che ancora non avevamo visto. Assolutamente un percorso da non perdere. Provo pure a governare l’aratro trainato dai buoi, ritornando indietro di quarant’anni, quando ancora lo facevo con mio padre.

Incontriamo i Danu nelle loro tuniche nere e i Pa-O con i loro foulard a scacchi. Sono soprattutto le donne che lavorano, sia nei campi a raccogliere il grano che lungo la strada a rifare l’asfalto. Tutto viene fatto a mano, non esistono trattori. Chiediamo al nostro autista come mai vediamo tante donne lavorare, anche negli alberghi e al mercato, lui ci risponde sorridendo che gli uomini fanno altri lavori. Quali? Che differenza rispetto alla vicina India, dove le donne una volta sposate non possono più lavorare fuori di casa e in giro vedi solo uomini.

Le grotte Shwe Oo Min hanno stalattiti e stalagmiti come le grotte di Postumia in Slovenia, ma sono molto più piccole, la particolarità sono le 8700 statue dorate del Buddha donate dai pellegrini e da persone da tutto il mondo. C’è pure un Buddha donato da un fantomatico “Gruppo Gubbio 2002”, chissà se erano buddhisti o un gruppo  di turisti che ha voluto lasciare un ricordo. Torniamo nel tardo pomeriggio e andiamo di corsa a pranzare/cenare al nostro solito ristorante Aurora, contentissimi della bellissima giornata trascorsa nelle campagne birmane. 

 I bei paesaggi sulla strada verso Pindaya
Sulle colline grandi quadrettoni di terre pronte per le coltivazioni
Donne raccolgono il grano
Nelle campagne non esistono trattori
Ruggero torna alle sue origini
 
E poi...colori, colori,colori

2 commenti:

  1. ciao Ruggero, ciao Paola
    vi scrivo senza aver qualcosa da dire, tipo pensieri o riflessioni particolari,vi scrivo per salutarvi, per dirvi che le foto sono proprio belle, sono belli i colori, i luoghi e i vostri racconti non stancano mai. vi scrivo per dirvi che, nonostante voi incontriate persone che viaggiano da lungo tempo e per lungo tempo ancora o persone che fanno cose tipo lasciare il lavoro e/per viaggiare.. voi per me siete una bella esperienza, la vostra e la mia che vi segue e sogna..

    si, si, bisognerebbe fare invece che sognare, ma.. a non tutti riesce, fare.

    e il mio solito augurio, sentito e vicino
    buon buon viaggio, ancora.

    ciao!

    susanna

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  2. sono tanti i modi di viaggiare
    sognare è uno dei più belli

    e poi, a dire il vero non serve andare tanto lontano...

    'viajar descanta ma chi parte mona torna mona'

    ciao

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