giovedì 9 maggio 2013

Isole Gili, tre gocce di sabbia bianca nell’Oceano Indiano

[Indoesia]  Dopo otto giorni in giro per Bali ci spostiamo alle tanto decantate isole Gili. Per arrivarci ci sono due battelli, uno lento (12 euro) che impiega tutta la giornata ed uno veloce (50 euro) che ti permettere di essere a destinazione verso le undici di mattina. Avevamo deciso di prendere il primo, perché la differenza di prezzo era troppa, ma quando Putu ci dice che c’è uno sconto del 50% per quello veloce, cambiamo subito idea.

Come previsto arriviamo a Gili Trawangan, la più grande delle tre isole, prima delle undici. Troviamo un bungalow presso una delle tante famiglie che li affittano, quando passiamo per il cortile dobbiamo salutare quattro generazioni, dal nipotino appena nato al bisnonno. Siamo molto vicini alla nuova moschea in costruzione, gigantesca per le 1.500 persone che ci abitano, ma l’altoparlante già funziona e ogni mattina alle 5 urla a tutto volume: Allah, Allah, Allah! Poi seguono i canti dei galli e ogni tanto nitriscono i pony. Si, perché nei tre atolli sono vietati i mezzi a motore, ci sono solo biciclette e tanti calessi trainati da questi piccoli cavalli.

L’isola è bella, ci piace soprattutto l’idea che si possa girare intorno con una semplice passeggiata di due ore, passando di spiaggia in spiaggia, di bagno in bagno. Verso sera quasi tutti i turisti si trovano nel punto più occidentale a contemplare i rossi tramonti sui vulcani dell’isola di Bali, mentre la bassa marea scopre rocce laviche che risaltano sulla sabbia bianca.

In uno dei tre giorni che trascorriamo a Gili Trawangan prendiamo un’escursione per fare snorkeling seguendo un classico percorso dove ci sono i coralli migliori, i pesci più colorati e le tartarughe più grandi. Vediamo le tartarughe ma non rimaniamo colpiti dal resto, sicuramente ci condiziona il paragone con le isole Parenthian della Malesia e con le isole Tailandesi, dove i fondali sono decisamente migliori.

Una mattina incontriamo due italiani sbarcati in quel momento sull’isola, anche loro si sono appena conosciuti in traghetto, mentre lei, Anna, cercava un uomo che l’aiutasse a portare la sua pesante borsa. Anna è un paramedico di 47 anni, molto simpatica e piena di vita, ha un solo mese di ferie e lo sta passando tutto in Indonesia. E’ il primo viaggio che fa da sola, dice che è fantastico e non sente mai la solitudine perché incontra tanta gente con cui stare qualche ora oppure intere gionate, magari l’avesse scoperto prima!

Daniele invece, triestino, ha solo 26 anni, è più maturo della sua età e ci racconta la sua vita: scappato di casa a 17 anni, dopo aver abbandonato il liceo al terzo anno, ha girato l’Italia lavorando negli alberghi, successivamente è tornato nella sua città trovando impiego come venditore di una nota compagnia telefonica. Racimolati 12.000 euro, sei mesi fa è partito girando in lungo e in largo l’Asia. Tra qualche giorno raggiungerà l’Australia, dove vuole lavorare un anno per mettersi da parte i 15.000 euro che gli permetterebbero di fare il sud America senza problemi, magari in moto, sulle orme di Che Guevara.

Lungo la sua strada ha incontrato una ragazza francese di cui si è innamorato perdutamente e ogni sera “ci fa una lacrimuccia”. Alla nostra domanda sul perché l’ha lasciata andare, risponde che ognuno doveva seguire la sua strada, gli rimarrà comunque il bel ricordo perché, dice: “Meglio amare e lasciare che non amare mai”. Un’altra sua interessante osservazione, che lancia una monetina in favore di questi nostri giovani italiani che tanto sottovalutiamo, è la seguente: alla nostra affermazione, “Al tuo ritorno sarai sicuramente diverso dopo tutte queste esperienze.”, lui risponde “Si, tutti dicono così, io penso invece che saremo noi a vedere gli altri in modo diverso!”

Quando siamo arrivati su quest’isola non avevamo idea delle nostra meta successiva. Girando per la via principale, piena di piccole agenzie di viaggio, rimaniamo colpiti da una mini crociera di qualche giorno lungo gli atolli a nord di Sumbawa, per arrivare fino all’Isola di Flores, passando per quella di Komodo, l’unico posto dove vivono quei mostri lunghi fino a tre metri che qualcuno sostiene siano gli ultimi discendenti dei dinosauri. Dopo un lungo tira e molla per decidere se prendere il viaggio più economico o il più costoso, ma più affidabile, decidiamo per il secondo. Così domani partiremo per questa nuova avventura di cinque giorni, pagando la non modica cifra (per questi luoghi) di 230 euro a testa, tutto compreso. Speriamo ne valga la pena.

Birra, birra, bomba”, oppure: “birra, bomba, birra”? Questa è la domanda che si ponevano tre ragazzi mentre passavano per la via verso le dieci di sera. Avendo a disposizione una sola “bomba”, probabilmente uno spinello, era meglio farselo alla fine di due birre o in mezzo?
 
Azzurro anice
Sulle Isole Gili solo biciclette e carretti trainati da pony
Intorno all'isola ci sono tante spiagge selvagge
 Tramonto sulle sagome dei vulcani dell'isola di Bali
Rocce vulcaniche e sabbia bianca
Le isole Gili sono tre splendide gocce di sabbia bianca

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