martedì 2 ottobre 2012

Laos: monsone e sorrisi

[Laos]  Un’ultima incomprensione prima di entrare in Laos: lo sleeping bus da Kunming doveva arrivare alle 5 della mattina, ma all’una di notte siamo già alla stazione dei bus di Janghong e diluvia. Mentre chiediamo all’albergo della stazione informazioni su una camera (tutte le stazioni dei bus in Cina hanno un albergo decente) vediamo scendere dalle scale due ragazze con vestiti succinti che tutto sembravano meno che delle viaggiatrici. Torniamo in bus e chiediamo all’autista di rimanerci fino alla mattina, ci dice stranamente di sì...dormicchiamo tra un acquazzone e  l’atro. 

Lasciamo la Cina dove ho visto cose bellissime, mi porterò sempre dentro il ricordo di Kashgar, Labrang, Litiang, dei deserti e perché no dei simpaticissimi panda. A volte ho fatto fatica a mettermi in relazione con i cinesi, non ho di certo la pazienza di Ruggero e quando mi guardavano con quello sguardo oltre l’infinito, dentro di me era una lotta per non mandarli a quel paese.

Passaggio dell’ottavo confine: Laos
Man mano che ci avviciniamo al confine e si scende di quota, dai 2.000 ai 1.000 metri, anche il paesaggio cambia presentando una vegetazione sempre più fitta e selvaggia. Questo confine assomiglia molto a quello tra il Tibet e il Nepal, si scende parecchio di quota e di colpo cambia tutto, aumentano piogge e vegetazione, e dal freddo secco si passa al caldo umido tropicale. I controlli alle frontiere sono stati veloci. Abbiamo fatto il visto compilando gli infiniti moduli e pagando 37 dollari a testa, anche qui vogliono solo questa moneta. Man mano che si va avanti gli alberi diventano sempre più grandi, alcuni escono scomposti da masse di verde, qualche liana qua e là e bassi arbusti dalle larghe foglie creano un disegno in quella che è la foresta pluviale. Il cielo continua ad essere coperto ma lo spirito si allarga a nuovi orizzonti.

Siamo arrivati a Luang Namtha, piccolo paese di frontiera, dove si respira un’aria ben più tranquilla rispetto alla confusione cinese. Siamo 60 chilometri dal confine ed è strano come cambino i volti e gli atteggiamenti delle persone, qui ti parlano sempre guardandoti negli occhi e con il sorriso aperto.
 La porta di confine tra Cina e Laos
La foresta pluviale a nord del Laos

Nessun commento:

Posta un commento