lunedì 1 ottobre 2012

Un saluto alla Cina

Prima di tutto ringraziamo Elvis, questo blog è tra quelli vietati in Cina e lui lo ha aggiornato quotidianamente dall'Italia.

Dopo 21 giorni e 7200 km salutiamo la Cina per entrare in Laos. Ringraziamo i cinesi per la loro disponibilità e gentilezza, anche se ci sono stati talvolta dei malintesi, dovuti principalmente alle difficoltà linguistiche. Siamo stati tutto sommato bene in questo paese, con le stazioni affollate, dove abbiamo imparato anche noi a superare la fila come loro,  con le immondizie che vengono abbandonate ovunque; imbarazzante quando il tipo che viaggia con te, per gentilezza prende le tue immondizie e le getta tranquillamente fuori dal finestrino. 

Ci siamo dovuti abituare ai loro scatarramenti e ai loro sputi per terra, a fare la cacca tutti insieme, ai bagni delle camere intasati perché ci buttavamo due piccoli pezzettini di carta igienica, mentre andrebbe sempre messa nel cestino a lato, anche se sporca; ci siamo abituati ai loro fantastici sleeping bus, puzzolenti di piedi; alle venti ore seduti sui loro lenti e puntuali treni con tutt’intorno una bella umanità, contenta che viaggiassimo insieme a loro; c’eravamo abituati a mangiare con i bastoncini, quelli di legno usa e getta. 

C’eravamo abituati pure alla mancanza della nutella (o qualcosa che ci assomigliasse), della marmellata, del pane, del caffè, del latte, che non si trovano neanche nei grandi supermercati, unico paese di quelli attraversati a non avere queste cose (il pane si trova solo nello Xinjang, dove la popolazione è mussulmana); persino lo zucchero è qualcosa che ti portano come reliquia, ogni tanto, e poco. Della Cina ci mancherà il dolcissimo latte di yak e le bottiglie di the al gelsomino che sostituiscono egregiamente la coca-cola.

Ma un’ombra rimane su tutto questo, e non riesco a liberarmene: i cinesi di razza Han hanno invaso il Tibet nel 1949 e nel corso dei decenni successivi hanno ucciso 1.200.000 tibetani, distrutto 6.254 monasteri tra maschili e femminili, annesso i 2/3 del Tibet alla Cina ed è tutt’ora in atto una forte campagna di colonizzazione. Tutto questo di fronte alla quasi indifferenza del resto del mondo. Dobbiamo far finta di niente? Devo guardar male i cinesi ogni volta che li vedo, boicottarli e non visitare il loro paese, oppure devo pensare che la colpa sia solo del governo e non di chi lo elegge? Forse è meglio far finta di niente, come i nostri governi dei paesi occidentali, perché la Cina è una potenza economica e il Tibet è niente.
Le incredibili file per prendersi un biglietto.





Ultimo sleeping bus prima di uscire dalla Cina.

Un saluto con...una zampetta di gallina!

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