sabato 16 marzo 2013

Gli alberi senza anelli della foresta tropicale del Taman Negara

[Malesia]  Alle Cameron Highlands prendiamo un biglietto cumulativo al costo di 55 ringgit a testa (14 €), pulmino più barca, per il Taman Negara, considerata la più antica foresta pluviale tropicale al mondo, perché risparmiata dalle eruzioni vulcaniche che hanno interessato buona parte della superficie terrestre in periodi precedenti al neolitico. Con tre ore di  guida esageratamente veloce, tanto che devo urlare al conducente di rallentare, arriviamo a Jerantut, da dove partono le barche che risalgono il largo fiume Jungal Temberling, fino al villaggio di Taman Rata, il punto da dove partono le escursioni per la jungla.

Al villaggio si può arrivare anche attraverso una strada, ma il lungo viaggio di 40 km con le lance che corrono a filo d’acqua è una delle attrattive principali. Si passa in mezzo a una fitta vegetazione dal verde intenso che si innalza fino a 80/90 metri, con gli aborigeni che pescano lungo le sponde e i loro villaggi che sporadicamente spuntano dalla foresta per riversarsi fino al fiume. Il contrasto tra il verde degli alberi, il marrone dell’acqua piena di fango e l’azzurro del cielo, punteggiato qua e là da bianche nubi, è fantastico. Sembra di entrare nell’anima della Terra.

Il villaggio di Taman Rata è diviso in due parti, a destra c’è tutto il paese con le guest house e i ristoranti più economici, mentre a sinistra, in corrispondenza dell’ingresso del parco, c’è un mega resort di lusso con oltre cento bungalow. “Al mondo ci sono tanti ricchi. ”, ci dice il conducente della barca, “Almeno cinquanta o sessanta di questi bungalow sono sempre pieni. Ma deve essere noioso essere ricchi, si ritrovano sempre tra di loro e poi sono continuamente preoccupati di perdere la loro ricchezza.” Sarà pure invidia, ma sono d’accordo con lui.

Troviamo sistemazione nell’Agoh Bungalow per soli 40 ringgit (10 €), con wi –fi e un bagno con diverse aperture verso l’esterno, tanto che ogni volta che ci entriamo dobbiamo controllare che non si siano riparati dei ragni o altri grandi insetti. Dopo cena facciamo un’escursione guidata di un’ora e mezzo nella giungla: è bellissimo, vediamo ragni di forme diverse tra cui una tarantola, degli insetti stecco e dei serpenti che strisciano via appena ci sentono arrivare. La guida ci fa vedere degli alberi con la corteccia piena di cicatrici dovuti a dei tagli lunghi una trentina di centimetri, vengono fatti dagli aborigeni per ricavare una sostanza velenosa con cui cospargere le frecce durante la caccia.

Ci ha stupito quando ha detto che gli alberi non hanno gli anelli come in Europa e la loro età può essere calcolata solo per comparazione con altri alberi. Io ho sempre pensato che gli anelli ci fossero in tutti gli alberi del mondo, non riuscivo a capire perché. Poi mi son ricordato che gli anelli sono dovuti alla crescita differenziata della corteccia durante l’anno, tanto in primavera-estate e poco o niente in inverno. Ai tropici non ci sono praticamente le stagioni e la temperatura cambia di appena qualche grado nel corso dell’anno, quindi la crescita della corteccia di un albero avviene in modo costante. Bello no!?

Ad un certo punto la guida ci fa spegnere le pile. Il buio è impressionante, la vegetazione è così fitta che non penetra nemmeno la poca luce del cielo, è come essere in una stanza ermeticamente chiusa, con intorno un concerto di uccelli, grilli e cicale. L’indomani facciamo un’escursione sulle Canopy Wolking, un lungo percorso su delle corde tese tra gli alberi ad una trentina di metri di altezza, è strano sentirsi così in alto eppure vedere ancora alberi altissimi sopra la testa.

Con una lunga passeggiata, in parte tra le radici degli alberi slavate dalla pioggia e in parte su degli scalini in legno, saliamo in cima al Bukit Teresik per vedere la foresta dall’alto. Il cielo nel frattempo si è annuvolato e sta minacciando pioggia, il vento che è sorto ci fa paura perché fa cadere da altezze impressionanti le foglie, così grosse che fanno male. Torniamo veloci ma il temporale ci becca per strada, diluvia, ma noi abbiamo un ombrello naturale ed impenetrabile  sopra la testa che per oltre dieci minuti non fa passare la pioggia…poi ci laviamo completamente: bellissimo!

Verso il tramonto ceniamo al Family Restorant, uno dei tanti ristoranti flottanti sul fiume, tenuto immobile da delle corde, mentre l’acqua intorno scorre vorticosa verso la pianura.

Viaggio lungo il fiume nella foresta del Taman Negara
Camminata nella notte dentro la giungla...lo vedi l'insetto stecco sulla foglia?
Intrecci di rami e radici nel sottobosco
Le canopy walking...e cammini a 30 metri di altezza
Piove...

2 commenti:

  1. Waw..che bello!!!vi invidio...tranne per i ragni!!quelli ne faccio a meno volentieri...spero che state bene!!!Noi un paio di giorni e rientriamo in Italia !!buon proseguimento...vi seguiamo sempre!!Flavia e Michele

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  2. ciao ragazzi
    stiamo bene sì, siamo a Kecil la più piccola isola delle Palau Pherentian. Oggi abbiamo visto i piccoli squali la tartaruga marina...gigante e fondali fantastici anche se l'acqua di Ko Kradan è più azzurra...
    scriveteci anche una e-mail così ci teniamo in contatto
    che bello sapere che ci seguite
    Paola e Ruggero

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