sabato 23 marzo 2013

I concerti senza sandali alle Petronas Towers

[Malesia]  Kuala Lumpur non si può certo definire una bella città, ma è sicuramente una delle più interessanti del sudest asiatico. Gli enormi grattacieli di vetro, tra cui spiccano le famose Petronas Towers, disegnano un bel skyline, ma non mancano nelle parti più vecchie della città dei quartieri in cui resistono colorate strutture coloniali che ben si accompagnano alla massa di cemento che le sovrasta. Il quartiere indiano e quello cinese offrono poi quel tocco di calore e umanità che nessun centro finanziario o commerciale potrebbero dare, soprattutto dopo le otto di sera.

Girare in città è comodo ed economico, i taxi chiedono solo una decina di ringgit (2,5 euro) per la maggioranza delle mete turistiche centrali e ci sono una serie autobus e treni “volanti” (skytrain) che si muovono a raggiera con l’efficienza di una metropolitana. Noi abbiamo usato molto i nostri piedi, ma anche gli autobus gratuiti e con l’aria condizionata della GoKL, che effettuano dei percorsi circolari collegando il quartiere cinese, dove avevamo l’albergo, alle parti più moderne ed i musei.

Prima tappa le Petronas Towers, due torri gemelle di vetro ed acciaio alte 452 metri, costruite alla fine degli anni novanta, diventate il simbolo della città e di tutta la Malesia. Sono veramente molto belle, soprattutto se viste dai giardini tropicali sottostanti dove la gente passeggia e fa jogging attorniata dalle geometrie avveniristiche dei grattacieli circostanti. Tentiamo di salire al ponte che collega le due torri, posto a meno di metà altezza, ma chiedono l’esagerata somma di 80 ringgit (21 euro) e ci rifiutiamo, anche perché la città può essere vista molto meglio dalla Menara KL Tower che permette di salire cento metri più in alto a metà prezzo.

Siamo molto attirati invece dai concerti di musica classica che si tengono ogni fine settimana in una apposita sala sotto le due torri e il cui biglietto meno costoso ha la cifra accettabile di 50 ringgit (13 euro). Questo fine settimana il programma comprende musiche di Haydin, Brahms e il Don Chisciotte di Strauss. Siamo a digiuno di “classica” da così tanto tempo che non esitiamo ad andarci, peccato che ci sia tanto di cartello con scritto che non sono accettati sandali, scarpe da ginnastica e maglie senza colletto! E noi come facciamo, visto che abbiamo solo quelli? Tentiamo di spiegare all’impiegato che con sandali e scarpe da ginnastica si può entrare nei più grandi templi della musica classica del mondo: Metropolitan di New York, Operà di Parigi, La Scala di Milano, la Fenice a Venezia; perché non qui? Niente da fare, mi alza le sue scarpe e mi dice che devono essere come le sue, gli chiedo se me le presta, sorride, non ha capito che parlo seriamente. Delusi, rinunciamo.

Dalle Petronas passiamo al Pavillion, un mega centro commerciale con video in tutti gli angoli delle strade dove si pubblicizza, tra l’altro, il concerto di Andrea Bocelli che si terrà allo stadio il 5 maggio. La strada è cosparsa dei negozi di moda più famosi: Prada, Gucci, Armani, ecc. ecc. Dentro l’aria condizionata è al massimo, ci sono sfilate di moda e tanti banchetti con gadget della formula uno in vendita, visto che proprio in questo fine settimana si tiene a Sepang, una settantina di km più a sud di Kuala Lumpur, il gran premio di Formula Uno.

Per mangiare andiamo alla fine sempre al nostro ristorante indiano preferito, il Sangeetha, nel quartiere indiano, dove si spende poco e si mangia benissimo e tra gente locale. Abbiamo provato una sera a cambiare, entrando in un più costoso ristorante vicino al nostro albergo, ma mentre guardavamo il menù, una grossa pantegana  ha attraversato la sala facendoci cambiare subito idea anche se a dire la verità le altre persone che mangiavano nei tavoli vicini non si sono proprio scomposte.  

Le Petronas Towers alte 452 metri
La gente passeggia e fa jogging sui giardini attorniati da alti grattacieli
Lo skytrain passa proprio sopra la strada
L'interno del Pavilion piani di negozi e...una sfilata di moda

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