domenica 3 marzo 2013

Lo spettacolo di Ko Phi Phi

[Thailandia]  Il Parco Nazionale Marino di Ko Phi Phi è composto da due isolette molto vicine, Ko Phi Phi Dom e Ko Phi Phi Leh di una bellezza mozzafiato, con morbide onde turchesi che accarezzano le scogliere verdeggianti. Dalla cima dei punti panoramici, le vedute del sottile istmo e delle acque color smeraldo che luccicano sotto il sole sono qualcosa di indimenticabile.

L'isola disabitata di Ko Phi Phi Leh emerge dal mare come una gigantesca corona rocciosa. La raggiungiamo con un’escursione in barca di mezza giornata (400 bath a testa compresi un pasto, la frutta e la maschera per lo snorkeling, più 100 bath per il biglietto d’ingresso). Le sue scoscese scogliere sono lambite da acque cristalline che nascondono un’incantevole barriera corallina dove nuotano pesci colorati.

Facciamo snorkeling  tra pareti di roccia altissime, in mezzo a numerosissimi pesci “zebrati” che ti vengono incontro. Sopra l’acqua non vedi niente, ma appena metti la maschera sotto si apre un mondo limpidissimo che il sole riesce ad illuminare fino in profondità. L’isola cela al suo interno due meravigliose lagune: Pillah, sulla costa orientale e Ao Maya su quella occidentale, con una bella spiaggia ma dove riesci a fatica a stendere il tuo asciugamano per la quantità di turisti presenti, molti dei quali arrivano con un’escursione in giornata da Phuket. Ao Maya divenne famosa nel 1999 quando fu utilizzata come set del film The Beach, con Leonardo di Caprio, tratto dall’omonimo best-seller di Alex Garland. Da allora le presenze turistiche sono aumentate vertiginosamente. 

All’estremità nord-orientale di Phi Phi Leh si trova la grotta dei Vichinghi, uno dei luoghi dove nidificano le salangane, uccelli simili a rondini che costruiscono dei nidi commestibili con le secrezioni delle voluminose ghiandole mandibolari. Questi nidi sono considerati prelibati dalla cucina cinese e gli agili raccoglitori si arrampicano sulle impalcature di bambù che s’innalzano fino alla volta della grotta per staccarli dalle pareti di roccia. Prima della salita gli uomini pregano e offrono tabacco, incenso e liquore agli spiriti delle grotte. Il nome della grotta deriva da un’errata interpretazione delle figure rupestri risalenti a 400 anni fa, realizzate in realtà da equipaggi di giunche cinesi durante le loro spedizioni di pesca.

L’isola principale, Ko Phi Phi Dom, è tanto bella nella sua natura quanto è brutta in quello che l’uomo è riuscito a fare: dal grande molo dove attraccano i traghetti si snodano una serie di sentieri su cui si affacciano tour operator, bungalow, ristoranti, bar, negozi di souvenirs e una miriade di brutti palazzi in costruzione. Le colate di cemento si notano ancora di più risalendo la lunga scalinata che in mezz’ora porta al punto panoramico alto 165 metri e dal quale, costruzioni a parte, si ha una vista stupenda sulle due baie gemelle e sulle scogliere carsiche di Ko Phi Phi Leh. Attaccata ad un grosso albero c’è una fotografia scattata dal belvedere poche ore dopo lo tsunami del 2004 che qui causò oltre 2000 morti tra turisti e locali; questo evento è ricordato nello Tsunami Memorial Park posto lungo la spiaggia di Ao Lo Dalam, pieno di lapidi votive e fotografie delle persone decedute.

Dalla terrazza della nostra guest house, che troviamo facilmente per soli 700 bath (18 euro), malgrado le solite minacce di “tutto esaurito” e prezzi altissimi, godiamo di un bellissimo tramonto sulla baia, reso ancora più affascinante dalla bassa marea che si estende in profondità per parecchie centinaia di metri. Due ragazzi napoletani che stanno guardando il tramonto con noi, in viaggio perché “tanto siamo in cassa integrazione”, ci dicono che alcuni squarci di quest’isola, con acque turchesi e pareti di roccia che arrivano fino al mare, si trovano anche in Sardegna. Noi non ci siamo mai stati, ma questa affermazione ci fa venire la voglia di andarci.
Ko Phi Phi è molto bella e vale sicuramente una visita, alla condizione di saperla dividere con tanti altri.

Dalla cima, il panorama sulle baie gemelle, è da catolina
Le scoscese scogliere sono lambite da acque cristalline
Ruggero, un pesce tra i pesci
I colori al tramonto con la bassa marea

1 commento:

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