giovedì 7 marzo 2013

Settima e ultima isola: l’atollo di Koh Kradan

[Thailandia]  Alle nove di mattina parte il battello che ci porta da Koh Lanta a Koh Kradan. Facciamo i bagagli e arriviamo fino al molo con la nostra moto stracolma di zaini, la consegniamo e prima di partire andiamo a farci la solita colazione al “7eleven”, la catena di piccoli supermercati presenti in tutto il paese, aperti 24 ore, che permettono di bere un caffè (in piedi) e mangiare biscotti a prezzi contenuti. I costi delle colazioni nei bar delle isole sono improponibili.

Solo a bordo capiamo perché fossero previste ben tre ore di viaggio. La barca, oltre a portare i viaggiatori come noi, one way, da un’isola all’altra, funge anche da escursione giornaliera per quelli che tornano a dormire a Koh Lanta. Una delle tappe è la famosa Grotta di Smeraldo (Tham Morakot) dell’isola di Kho Muk. Aggiungiamo 100 bath a testa e andiamo anche noi a visitarla. Evitando così di venirci appositamente nei prossimi giorni.

L’incredibile Grotta di Smeraldo di Kho Muk
Scendiamo in acqua in un punto apparentemente privo d’interesse sotto un imponente scogliera, dove si cela una grotta. Il nostro barcaiolo si munisce di una piccola torcia elettrica e ci fa cenno di seguirlo nel tunnel che percorriamo per un breve tratto nel buio assoluto, fino a quando non iniziamo a vedere nuovamente alcuni spiragli di luce in lontananza provenienti dalla parte opposta. Ottanta metri complessivi per giungere presso una spiaggia interna lambita da limpide acque verdognole. Un posto assolutamente straordinario sebbene manchi quella magia dovuta all’esclusività a cui si ambirebbe, visto che sopraggiungono in breve dal tunnel diverse vocianti comitive, che riempiono sostanzialmente la spiaggia, colorandola di arancione con i loro giubbotti salvagente. Siamo intorno a mezzogiorno ed è l’unico momento della giornata in cui il sole riesce a far penetrare verticalmente i raggi all’interno della lunga cavità naturale scavata nella scogliera calcarea, illuminando come d’incanto l’acqua sottostante di un acceso color verde smeraldo. In questo luogo, secondo la guida, i pirati che imperversavano in queste acque nascondevano la loro refurtiva. Un posto così pensavamo esistesse solo nei romanzi.

L’atollo di Koh Kradan
Ognuna delle sette isole che abbiamo visitato nel sud della Thailandia è bella, ma questa diventa la nostra preferita ancora prima di scendere dalla barca: Kho Kradan, quattro chilometri di lunghezza per uno di larghezza, è decisamente vergine, lussureggiante e bagnata da un mare strepitoso, con la classica sabbia bianchissima ed impalpabile dei tropici. Nella parte meridionale si trovano due spiagge: la lunga Paradise Beach, assolutamente deserta, che forma un'immensa laguna con acqua bassa e sfumature turchesi, e la Yang Long Beach, ideale per lo snorkeling, visti i banchi corallini che si possono raggiungere agevolmente dalla spiaggia.

Le sistemazioni sull’isola sono poche e molto semplici, ci piacerebbe stare al Ao Niang Resort, isolato da tutti gli altri e proprio di fronte alla barriera corallina principale, ma preferiamo il Kho Kradan Resort che ci offre anche la colazione a buffet per soli 200 bath in più (1000 bath in totale per la doppia) e anche il collegamento wi-fi. E’ la prima volta che abbiamo la colazione inclusa nel prezzo in Thailandia.

Ci buttiamo subito in mare a goderci i colori, le altalene fatte con tronchi di legno che con l’alta marea lambiscono l’acqua e le stelle marine colorate fin quasi sulla riva. Il giorno dopo prendiamo una canoa e le maschere (messe a disposizione gratuitamente dal resort) e andiamo a fare snorkeling di fronte al Ao Niang Resot, dove la barriera corallina assume forme sempre diverse e i colorati pesci dei tropici nuotano a migliaia intorno a noi.

Ceniamo sempre nel nostro resort (non c’è molta scelta) con due coppie di simpaticissimi italiani. Due dei quattro sono veneziani e lavorano entrambi al Casinò di Venezia. Ci raccontano di un mondo a noi sconosciuto che offre lavoro a un migliaio di persone (tra la sede del centro storico e quella di Ca' Noghera); si può visitare con soli 5 euro d’ingresso, aggiungendone altri cinque se si vuole un gettone per tentare la fortuna. Il Casinò di Venezia è la più antica casa da gioco al mondo e una tra le più grosse in Europa. Per la sede del centro storico è obbligatoria la giacca, eventualmente disponibile in prestito all’ingresso.

Domani entriamo in Malesia perchè ci scade il visto della Thailandia.

Sposa bagnata, Sposa fortunata
Ogni 14 febbraio, giorno di San Valentino, a Koh Kradan si celebra un’originale cerimonia nuziale. Circa una trentina di coppie indossano l’attrezzatura da sub e si immergono fino ad un altare posto in mezzo alla barriera corallina, dove si scambieranno le promesse matrimoniali di fronte al funzionario del distretto di Trang. Come facciano i promessi sposi a pronunciare il fatidico “sì” sott’acqua è una sorta di mistero, ma in ogni caso la cerimonia ha conquistato un posto nel Guinness dei primati come il più grande matrimonio subacqueo del mondo. Prima e dopo la cerimonia le coppie sfilano lungo il litorale in un corteo di motoscafi. Se anche voi pensate di celebrare in questo modo il giorno più bello della vostra vita, visitate il sito www.triangonline.com/underwaterwedding

Sbarco a Koh Kradan
 Un fisico bestiale
 Tra altalene e amache c'è solo l'imbarazzo della scelta

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