martedì 20 novembre 2012

Il treno in India: un'umanità in viaggio

Stiamo andando in treno a Pushkar per la fiera dei cammelli.

L’India ha una delle reti ferroviarie più estese al mondo con oltre 1,5 milioni di dipendenti, muoversi in treno è sicuramente il modo più sicuro ed economico di girarla. Sempre che si riesca a salirci. I biglietti sono spesso esauriti, soprattutto quelli dei treni notturni con cuccetta (www.cleartrip.com è un ottimo strumento di prenotazione online), ma avere il posto non basta, bisogna guadagnarselo superando la marea di persone, con e senza biglietto, che si accalca sulla porta. Una volta entrati nello scompartimento, e individuato il tuo posto, devi convincere le quattro persone che lo occupano ad andarsene, loro ti guardano con gli occhi sbarrati, come per dirti “dove andiamo che non c’è un centimetro libero?” e tu ti arrendi, chiedendo almeno di essere il quinto sullo stesso sedile, per non stare in piedi.

I treni cuccetta sono tutti aperti, senza scompartimenti, con i letti disposti su tre livelli. Quello a metà di giorno viene abbassato diventando lo schienale di quello più basso, che si trasforma così un lungo sedile sempre pieno di pendolari. Quando compriamo il biglietto chiediamo sempre la cuccetta ‘upper’, l’unica tranquilla. Di notte si stendono tutti per terra, nei corridoi e sotto le cuccette, alcuni su un foglio di giornale, altri senza, sono così fitti che è impossibile andare in bagno, ammesso che non ci dorma qualcuno. I finestrini sono senza vetro, ma hanno delle sbarre per evitare che le persone entrino pure da lì, in compenso molti sono appesi esternamente alle porte oppure seduti sul tetto!

Il treno è anche uno dei posti più frequentati dai borseggiatori e la concitazione della partenza è il momento più propizio, così possono scendere subito con il bottino. Normalmente durante il viaggio passano dei poliziotti con un foglio in inglese dove c’è scritto di tenere sempre d’occhio i bagagli e di non prendere cibo o bevande offerte da sconosciuti, perché potrebbero essere drogati.

Troppo tardi, ieri sera un francese è stato derubato dello zainetto appoggiato sul sedile di fronte, dentro aveva tutti i documenti. I ladri erano in due, quello davanti copriva la vista al francese facendo finta di controllare il numero dei sedili, mentre quello dietro prendeva lo zaino. Sono arrivati i poliziotti ferroviari per la denuncia, così abbiamo capito che se vuoi che l’assicurazione risarcisca il danno bisogna dichiarare che lo zaino te l’hanno strappato dalle mani e non preso dal sedile.

Durante il viaggio c’è un continuo andirivieni di venditori, alcuni ufficiali altri meno. Ti viene offerto di tutto: the, dolci, patate, cibo di vario genere fatto in casa, bibite, ma è il caso di non prendere niente che non sia sigillato e non scaduto, la pulizia lascia molto, molto a desiderare. Poi ci sono musicisti, saltimbanchi e mendicanti, un’umanità eterogenea e rassegnata, un teatro di vita che rende il viaggio in treno una delle più interessanti esperienze nella visita dell’India.
  
Dietro le sbarre...
Viaggio con vista a 360°
Un'umanità in viaggio

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