martedì 9 aprile 2013

I tornanti mozzafiato della Great Ocean Road


[Australia]  Lasciamo Melbourne dopo tre notti, tutte passate in città. La prima nel quartiere residenziale con notevoli problemi con i servizi igienici, la seconda sulla spiaggia a 8 km dal centro, dove avevamo anche le docce, e la terza nei Royal Botanic Garden, in pieno centro, con pipistrelli giganteschi che ci volavano intorno. Dormire nei giardini e lavarsi nei bagni pubblici sono cose che in Italia non faremmo, ma qui è diverso, i giardini sono sicuri e i bagni puliti, tanto che spesso c’è un cartello che dice: “Se trovate i servizi sporchi, oppure senza carta o senza sapone, telefonate a questo numero…”!  
 
Non andiamo nei campeggi perché costerebbero intorno ai 15$ a testa. Questo ci crea dei problemi con la scorta d’acqua che dura pochissimo, meno di un giorno, e con la ricarica dei computer e delle macchine fotografiche che funzionano a 220V. Nel primo caso abbiamo imparato a lavare le pentole con un filino d’acqua, mentre per quanto riguarda l’energia elettrica abbiamo risolto il problema comprando un inverter da 150 W di potenza che trasforma i 12V dell’auto in 220V. E’ costato 50$, da dividere in quattro.

Da Melbourne inizia il vero viaggio “on the road”, dove il protagonista è il paesaggio. Fino ad Adelaide ci saranno un migliaio di km che percorreremo in almeno quattro giorni, proprio per poterci godere con calma le insenature, i promontori, le spiagge e le scogliere che si tuffano a strapiombo sull’oceano. Uno dei più bei tratti di costa di tutto il continente è la famosa “Graet Ocean Road”, il grande serpente marino d’asfalto lungo 250 km che offre viste da cartolina ad ogni tornante.

L’Ocean Road inizia a Torquay, 90 km a sud-ovest di Melbourne, dove  tutto ruota intorno al surf, con tanto di museo. Il primo tratto a strapiombo sul mare non ci regala troppe emozioni, perché il sole sta tramontando alle spalle della scogliera e il cielo si è annuvolato. Arriviamo con il buio al faro di Cape Otway, costruito nel 1848 senza malta e cemento, e ci accampiamo nel parcheggio. Siamo solo noi. 

Il giorno seguente visitiamo il faro e la vecchia stazione telegrafica diventata ora un museo. Proseguiamo tra dolci colline e mucche al pascolo finché tra Princetown e Peterborough incontriamo le prime scogliere a picco sul mare alte fino a 70 metri. C’è il sole e i colori sono meravigliosi, con le onde impetuose che battono contro le rocce dorate. Ogni 5-10 km c’è una spiaggia o un punto di osservazione: uno spettacolo dopo l’altro. Bello, bello, bello!

Il culmine arriva con il Port Campbel National Park dove si trovano i Dodici Apostoli, il tratto più famoso e fotografato della Ocean Road. Sono dei faraglioni solitari creati dall’erosione della roccia. La strada prosegue con altre formazioni rocciose imponenti come l’Arch e il London Bridge. Questo tratto di costa presenta anche un aspetto particolarmente aspro e pericoloso. Tra il 1830 e il 1930 oltre 200 navi fecero naufragio tra Cape Otway e Port Fairy, fatto che ne spiega il soprannome di “Costa del naufragio”. 

Il naufragio più famoso fu quello del Loch Ard, un clipper con scafo in ferro che nel 1878 affondò al largo di Mutton Bird Island nell’ultima notte del suo viaggio dall’Inghilterra. Delle 55 persone a bordo, solo due sopravvissero. Una di queste era Eva Carmichael, che si avvinghiò a una tavola e fu trascinata dalla corrente in una gola, dove fu salvata da un allievo ufficiale, Tom Pearce. Eva e Tom avevano entrambi 18 anni. La stampa cercò di creare una storia romantica, ma non accadde nulla. Eva fece ben presto ritorno in Irlanda e i due non si rividero più.

Il sole tramonta velocemente e con esso scende anche la temperatura. Di giorno si può stare in sandali e maniche corte, ma la sera è necessario un pile e si sta bene solo dentro il camper. Campeggiamo vicino al mare, alla fine del villaggio di Cape Bridgewater. Anche se ci sono solo docce con acqua gelida ne approfittiamo, son tre giorni che non ci laviamo. Per cena ci cuciniamo un bel po’ di verdure miste che mangiamo con una baguette lunga una settantina di centimetri, più il dolcetto finale.    

I primi faraglioni lungo la Gtrat Ocean Road
Una delle tante spiagge a forma di mezzaluna
L'imponente Arch, una delle formzioni rocciose più famose.
Insieme ai nostri compagni di viaggio Katia e Mauri
Le onde altissime sono ideali per praticare il surf.
Onde, spiagge e strapiombi.


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