sabato 20 aprile 2013

La sacralità dell’ Ayers Rock

[Australia]  Dall’incrocio di Erldunda percorriamo velocemente gli ultimi 300 km che ci portano al parco di Uluru-Kata Tjuta, dove si trova l’Ayers Rock, il monolite più famoso di tutta la Terra (dichiarato Patrimonio dellUmanità dall’Unesco). A Curting Spring, più o meno a metà strada, ci fermiamo nella roadhouse per caricare acqua e fare una doccia calda nel campeggio gratuito. Scopriamo che il camper ha un serbatoio d’acqua di soli 20 litri, ora capiamo perché un pieno ci dura pochissimo ed è appena sufficiente a lavare i piatti della cena e della colazione.

Paghiamo 25$ a testa per l’ingresso al parco. Siamo finalmente ai piedi del monolite e possiamo contemplarlo in tutta la sua bellezza. L’Uluru, come viene chiamato il monolite dagli aborigeni, si staglia per 350 metri rispetto al territorio circostante e ha un’altezza rispetto al livello del mare pari a 864 metri, in pratica tutto il territorio pianeggiante che vediamo intorno è un grande altopiano di 500 metri. Ci giriamo intorno percorrendo i bellissimi 10,6 km di circonferenza nella metà del tempo previsto, abbiamo dovuto fare in fretta per avere il tempo di goderci il tramonto spostandoci da un'altra parte. 

La roccia ha proprio un aspetto particolare e non è liscia come appare da lontano, ma tutta bucherellata, in alcune parti sembra addirittura una scultura d’arte moderna. Intorno ci sono dei cartelli dove si chiede di non fotografare perché il sito è un luogo di culto aborigeno, per lo stesso motivo non si dovrebbe salirci sopra. In realtà quasi tutti se ne fregano, soprattutto i giapponesi che mai se ne andrebbero senza averlo scalato. Il governo stesso, quando ha dato la gestione del sito “in mano” agli aborigeni, ha posto la condizione che non ne fosse vietata la scalata, proprio per non perdere la buona fetta di turisti che vengono appositamente per questo.

Uluru ha un ruolo particolare nella mitologia del dreamtime (l’Epoca del Sogno), delle popolazioni del luogo, un’era antecedente alla creazione della Terra in cui vivevano degli spiriti che avrebbero creato ogni elemento del mondo naturale, tali spiriti sono considerati gli antenati di tutte le creature viventi. Benché soprannaturali, questi antenati sprofondarono nel sonno da cui si erano svegliati, ma la loro energia permane nei sentieri che erano soliti percorrere durante l’epoca dei sogni, sotto forma di alberi, colline e pietre. Questi luoghi sono considerati “siti sacri”, tutelati talvolta dallo stesso governo australiano.

Gli aborigeni credono che ogni persona, animale o pianta abbia due anime, una mortale e una immortale. L’anima immortale è parte di uno spirito ancestrale e dopo la morte ritorna nei luoghi sacri di quest’ultimo, mentre quella mortale svanisce nell’oblio. Ogni individuo ha quindi un legame spirituale con i siti sacri legati al proprio antenato e deve averne cura, eseguendo determinati rituali ed intonando i canti che narrano le azioni compiute dal progenitore (gli aborigeni non avevamo una loro scrittura, tutte le tradizioni venivano tramandate attraverso i canti). E’ curioso il fatto che la maggior parte degli aborigeni sia comunque cristiana, perché a sui tempo furono confinati nelle missioni cattoliche dai coloni che avanzavano, e portino avanti entrambe le religioni.

La sera dobbiamo uscire dal parco, dentro non si può campeggiare. Andiamo a Yulara, un centro turistico a 20 km dove troviamo pure un supermercato, l’unico nel raggio di 450 km e per questo molto costoso e ci fermiamo a dormire in una stradina vicina. Una cinquantina di chilometri dall'Ayers Rock ci sono i monti Olga, delle formazioni rocciose dello stesso tipo di Uluru. Appena svegliati li raggiungiamo e facciamo una lunga passeggiata di tre ore, è bella, ma non suggestiva come quella intorno al monolite. Nella strada del ritorno  ci fermiamo nuovamente a Curting Spring, dove ci sono quelle docce calde e gratuite che ci erano tanto piaciute, in compenso 1,5 litri di acqua da bere costano 4,5$! 

Tra ieri e oggi abbiamo percorso 540 km.

Le particolari rocce di calcare rosso nel parco di Uluru
Il famoso monolite dell'Ayers Rock al tramonto
I fori del monolite scavati dalla pioggia e dal vento
Passeggiata sui Monti Olgas (sullo sfondo)

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