domenica 7 aprile 2013

Melbourne



[Australia]   E' difficile trovare dei difetti alle città australiane: sono pulite, con giardini curati e pieni di gente che fa picnic o jogging; moderne, ma conservano allo stesso tempo chiese, palazzi e interi quartieri in stile vittoriano-coloniale molto carini; alcuni autobus e tram sono gratuiti rendendo più comodi gli spostamenti, non si vedono mai poliziotti  in giro, dando l’idea di città sicure che vivono con il semplice rispetto delle regole. Le città vicino al mare hanno spiagge libere a pochi km dal centro e sono, per legge, prive di chioschi e ombrelloni. Gli abitanti, infine, sono tutti estremamente gentili, si prodigano sempre a fornirti informazioni o ad aiutarti, in qualsiasi momento. Melbourne aggiunge a tutto questo un notevole paesaggio culturale fatto di artisti di strada, teatri e musei.

La città nacque nel 1835, quando Jhon Batman comprò 240.000 ettari di terra dagli aborigeni. Il concetto di compravendita della terra era sconosciuto alla cultura di queste genti, le quali ottennero, in cambio della terra, soltanto un po’ di farina, qualche utensile, e vestiti. La corsa alle miniere d’oro portò alla costruzione di una città nota ai tempi come “Fantastica Melbourne”. Dopo la seconda guerra mondiale il tessuto sociale di Melbourne si arricchì notevolmente grazie all’influsso di persone provenienti da tutti il mondo. Carlton, per esempio, è il quartiere degli italiani pieno di pizzerie, gelaterie e ristoranti che offrono la nostra cucina, considerata tra le migliori al mondo. Noi andiamo invece a farci uno spuntino di sushi nei nuovi locali lungo il fiume, con un bel rotolone di riso nero e salmone a solo 2,7 $ l’uno. 

Stiamo città per due giorni, quasi sempre assolati. La National Gallery of Victoria, con il suo muro d’acqua che ne è diventato il simbolo, è un museo gratuito che nasconde una collezione a livello internazionale rinomata in tutto il mondo ed è probabilmente la più bella dell’Australia.Tra le tele della collezione permanente ci sono Rembrandt, Picasso, Rubens, Monet e Modigliani. Notevoli anche le costruzioni moderne intorno alla piazza Federation Square, diventata il nuovo fulcro della città; un tripudio di acciaio, vetro e geometrie astratte, dove gli abitanti di Melbourne si ritrovano per assistere ad eventi culturali, a corsi di tai chi, oppure a far battaglie a colpi di cuscino!

Girare a piedi non è difficile e le varie vie offrono sempre qualcosa di diverso. In alcune si esprimono i “pittori” con le loro bombolette a spray, in altre dei giovani musicisti improvvisati radunano intorno centinaia di persone, in altre ancora ci sono prestigiatori, giocolieri, mimi e aborigeni nei loro costumi tradizionali che suonano il caratteristico corno. Anche la prospettiva cambia, dagli enormi grattacieli in vetro di geometrie diverse, si passa a vie residenziali con basse case attorniate da giardini dove a qualsiasi ora c’è qualcuno che fa dello sport. Ovunque sferragliano nostalgici tram elettrici antichi e moderni che sostituiscono, con bellezza, la metropolitana che non esiste.

Tra le tante persone che incontriamo ci colpisce Frank, un insegnante quarantenne nato da genitori italiani emigrati dall’Abruzzo una cinquantina di anni fa. Frank è ubriaco (qui bevono tutti tantissimo, soprattutto nel fine settimana) e si giustifica dicendo che la moglie lo ha lasciato solo cinque settimane fa. Parla il dialetto imparato dai suoi genitori ed usa molto parole come “cazzo” e “vaffanculo” che lui ritiene peculiari del nostro linguaggio. Ci parla del suo lavoro e dice che nella scuola superiore in cui insegna ha 150 studenti, distribuiti in 5 classi. Rimane a scuola dalle 9 alle 16, dal lunedì al venerdì, e guadagna 1000$ a settimana (circa 3500 euro al mese). Le vacanze estive, che qui coincidono con il periodo di Natale, durano un mese, poi hanno tre settimane a luglio, durante il loro inverno, due settimane a Pasqua e altre due ad ottobre. Questi periodi cambiano da stato a stato.

Verso sera ci spostiamo lungo la Smith St, che ricorda molto alcune vie di Londra, con negozi casual e trendy a prezzi accettabili, simili ai nostri. Su uno dei muri esterni ci attira la locandina con i quattro concerti che Zuccherò terrà in Australia nelle prossime due settimane, uno di questi sarà qui a Melbourne. Verso sera ci spostiamo nelle vie della movida, come Brunswick St, dove si ritrovano i giovani. Molti di loro arrivano in taxi, così possono bere tranquillamente senza incorrere nelle pesanti sanzioni per chi guida in stato di ubriachezza. Osservarli è uno spettacolo, vestiti talvolta in modo particolare per andare a chissà quale festa, uno è vestito da suora e ci saluta allegramente con la sigaretta in mano.

Come in molte altre città del mondo, anche il quartiere cinese di Melbourne ha il suo bell’arco all’ingresso, ma, a parte qualche lampadario di carta rosso appeso fuori dei ristoranti e dei negozi, per il resto non si distingue molto dalle altre zone. Un giovane cinese con un banchetto raccoglie firme contro le uccisioni di detenuti in Cina, tra cui molti Falun Gong, mirate al commercio di organi. I Falun Gong sono dei dissidenti che si oppongono alle malefatte del governo cinese e cercano di denunciarne i crimini. Si stima che nelle prigioni cinesi ci sino tra 500.000 e un milione di Falun Gong.

La denuncia parte dalla constatazione che ogni anno vengono trapiantati in Cina diecine di migliaia di organi, mentre i donatori volontari sono solo poche centinaia. Secondo questi dissidenti, parecchie migliaia di detenuti politici vengono uccisi ogni anno per poter prelevare questi organi. La cosa ancora più atroce è che, per aumentare la probabilità di successo del trapianto, l’organo viene prelevato con la persona ancora in vita, solo dopo sarà uccisa. Il sito di riferimento per avere informazioni è: www.falunau.org, oppure: www.facebook.com/StopOrganTheft

Edifici moderni si alternano a vecchie costruzioni
Nella piazza ognuno arriva con il suo cuscino e....s'inizia la battaglia
I più tranquilli la piazza se la vivono seduti sullo sdraio
Melbourn si gira anche in bicicletta...sempre con il casco
I bar sotto i ponti
Ma ci sono pure i vecchi tram...
Nuovi palazzi dalle strane geometrie illuminano Federation Square

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