domenica 13 gennaio 2013

I grandi Buddha di Yangon


[Birmania]  L’aereo per Yangon era mezzo vuoto, il volo è durato poco più di un’ora. Nel nuovissimo aeroporto come prima cosa cambiamo i dollari in moneta locale, il cambio qui sembra sia migliore di quello in città. Gli stranieri sono in fila tutti con dollari perfettamente nuovi, stirati e datati dal 2006 in poi, se c’è qualche segno o piega non sono accettati. Prima di usare i nuovi dollari recuperati a Bangkok proviamo a cambiare 300$ che hanno viaggiato con noi per 6 mesi dentro la cintura, spiegazzati, sporchi di cuoio e del 2003. Tutti cambiati senza problemi, una bella fortuna.

Usciti dall’aeroporto siamo assaliti dai tassisti che chiedono12$ per arrivare in centro, non se ne parla proprio. A dispetto della Lonely che consiglia il taxi ci mettiamo sulla strada per capire se passa qualche mezzo più economico. Mhatt, un ragazzo canadese che stava salendo su un taxi, vedendo la nostra determinazione si è unito a noi, alla fine prendiamo il taxi fino alla prima fermata del bus, a circa 2 km, e arriviamo in centro pagando in tutto solo 50 cent di euro a testa!

Il bus va a velocità pazzesca, la gente sale e scende quando è praticamente ancora in corsa. Non ci sono sedili ma solo una stretta panchina di legno laterale per tutta la lunghezza, dove ci sediamo tenendoci aggrappati per non finire fuori dal bus. Le donne hanno sulle guance delle evidenti strisce di crema gialla che serve per proteggersi dal sole, alcune hanno dei fiori puntati sui capelli. Quasi tutti gli uomini portano un lungo pareo dai vari colori annodato in vita e le ciabatte infradito. Dei monaci con la loro tunica bordoux sono invece a piedi nudi.

Al centro della città c’è il Sule Paya, un tempio d’oro vecchio di 2000 anni circondato da edifici governativi e negozi che mettono ancora più in risalto la sua bellezza. Si trova nel bel mezzo di una rotatoria dove confluiscono le quattro strade principali. Cerchiamo una sistemazione ma tutto è già pieno o con prezzi molto alti. Questa è l’alta stagione per il turismo in Birmania e sarà il problema di tutto il viaggio. Mentre cerchiamo “casa” giriamo un po’ tra i viali costeggiati da edifici coloniali, imponenti palazzi vittoriani, pagode, moschee, chiese, templi cinesi e induisti, affascinati da questo misto di costruzioni di diversi stili. 

Troviamo posto su una guest house al quarto piano di un vecchio edificio al buon prezzo di 15$, con bagno in camera ma senza colazione. La reception, con un vecchio divano e poltrone un po’ retrò, si affaccia su una via principale e dal lungo terrazzino si può sbirciare la vita del quartiere.

Siamo decisamente stanchi per non aver dormito niente la scorsa notte, a parte l’ora di volo, ma andare a letto adesso vuol dire perdere la giornata. Con grande fatica iniziale cominciamo a fare un giro per la città andando verso il Bogyoke Market un grande edificio che contiene quasi duemila negozietti. Sulle bancarelle della strada ci facciamo della frutta. ananas e anguria, che mi ricorda la Grecia.

Prendiamo il bus, aiutati dai locali per capire la direzione e i numeri indecifrabili, e andiamo a vedere il Buddha disteso di Chaukhtatgyi, lungo 70 metri, con diamanti e pietre preziose incastonate sulla sua tunica dorata. Penso sia davvero il più bel Buddha che abbia mai visto: bianco lucido, da sembrare di marmo, e con ciglia lunghissime che esprimono il suo nirvana. Quasi di fronte, al Ngahtatgyi Paya, c’è un altro bel Buddha, anche questo molto grande, ma nella posizione seduta, contornato da pregiate incisioni in legno. I fedeli cantavano e suoni di piccoli gong creando una bella atmosfera. Con i due Buddha ci siamo ripresi, non sentiamo più la stanchezza e il sonno di prima.

Per cenare andiamo al quartiere cinese dove la sera le strade si riempiono di banchetti con cibo vario, dalla carne, al pesce, ai vermi. Noi abbiamo provato un piatto con del riso di tre colori diversi, anche se abbiamo ancora il dubbio che quello nero non fosse proprio riso! 

Torniamo a piedi alla nostra guest house, passando davanti al dorato Sule Paya, sempre pieno di fedeli, ma anche di negozietti ai lati, come quelli adibiti alla lettura della mano, costa solo due euro farsela leggere…forse, forse domani. Fatta la doccia neanche il tempo per asciugarmi, ero già addormentata.   

Il Buddha disteso di Chaukhtatgyi, lungo 70 metri...
...e il suo sguardo in nirvana
La sala di meditazione di un centro buddhista con le zanzariere per non essere disturbati dal ronzio
Laboratorio per i vestiti dei monaci
Anche loro hanno un bel da fare

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