martedì 1 gennaio 2013

Palitana e Pavagadh, a spasso con gli asini


[India]  A Due non ci sono bus notturni per il sito giainista di Palitana, partiamo alle cinque di mattina sperando di arrivare verso mezzogiorno e riuscire a salire al tempio nel pomeriggio. Tardiamo di due ore. Prendiamo una pessima camera singola in un alberghetto di fronte alla stazione per depositare gli zaini che nessuno vuole tenerci, secondo una disposizione della polizia del Gujarat, forse l’unico stato dell’India a creare così tanti problemi ai turisti. Abbiamo pure scoperto che gli alberghi che ci rispondono di essere pieni, spesso non lo sono, preferiscono non accogliere stranieri per evitare la marea di carte, fotocopie e documenti da comunicare immediatamente alla polizia.
 
Cominciamo a salire la montagna verso le due, come sempre in ritardo, ma ci proviamo. Sono circa 3500 gli scalini che portano fino ai 700 metri di altezza del tempio, i polpacci sono ancora doloranti per la salita al Girnar Hill dell’altro giorno, ma bastano pochi gradini per scaldare i muscoli e non sentire più niente.

La marea di pellegrini che sale e scende a piedi scalzi è impressionante, alcuni vengono portati con rudimentali portantine fatte da una sedia legata a due aste di bambù. Sono tutte persone semplici, che arrivano anche da molto lontano, ci salutano sorridenti e ci chiedono spesso di essere fotografati con loro, siamo gli unici turisti. In cima ci sono centinaia di templi, alcuni enormi, tutti finemente lavorati come nella tradizione giainista.

Certamente si assomigliano un po' tutte queste sommità sacre, con quella di Pavagadh ne abbiamo viste tre. Quello che cambia è il paesaggio, la devozione dei fedeli e l’immensa pianura circostante, a tratti arida. Arrivare alla cima di una montagna salendo delle scale è molto strano, soprattutto per noi che siamo abituati ai sentieri. Torniamo dai templi che è già buio e prendiamo una pessima camera doppia nello stesso pessimo albergo, sembra non ci sia di meglio. Ci addormentiamo con le mura nere di sporco, imbrattate di sputi e con gli interruttori della luce così neri che li premiamo con la carta igienica, ma sul letto per fortuna c’è sempre il nostro lenzuolo bianco.  

L’incredibile cerniera
Dopo oltre cinque mesi e innumerevoli aperture quotidiane, lo zainetto della Decathlon si è rotto nel modo più classico, la cerniera non tiene più, quando la chiudi si apre di nuovo. Andiamo in cerca di comprarne uno ma il negoziante, contro i suoi interessi, dice che il nostro è facilmente riparabile e indica un negozio che consiste semplicemente in un signore seduto su una sedia con una cassetta di piccoli attrezzi. Convinti che ci proporrà di cambiare tutta la zip, andiamo a chiedere. Esponiamo il problema e ancora prima di finire prende lo zaino e con una pinza stringe le due basi posteriore del cursore. L’operazione è durata tre secondi, lo zainetto è come nuovo. Incredibile! Noi lo avremmo buttato via.

Non avevo mai capito in vita mia, con tutte le cerniere che ho rotto, che spesso sono i cursori ad usurarsi, non riuscendo più a chiudere bene. Basta cambiare la parte mobile, oppure stringerla un attimo come ha fatto lui. Tanto per farci sentire ancora più imbarazzati, il tipo non ha voluto nemmeno una rupia, sorridendo ci da detto: “Siete ospiti”.

A spasso con gli asini per portare le noci di cocco ai templi... 
...e c'è chi sale con la portantina
I templi giainisti sulla vetta...
...a Palitana alcuni sono davvero grandi

1 commento:

  1. come sono belli gli asini bianchi, molto utile anche il suggerimento di come aggiustare le cerniere. probabilmente non è così semplice come sembra, ma l'idea di provarci mi stuzzica.
    grazie di tutte le cose interessanti che ci regalate , continuate così!

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