giovedì 3 gennaio 2013

Lo spettacolo di Ajanta

[India]  Le grotte Buddhiste di Ajanta sono una meraviglia. Arrivi all’ingresso, ancora prima del controllo dei biglietti, e vedi questa parete rocciosa a forma di ferro di cavallo piena di templi a metà altezza con il fiume che scorre sul fondo e il cielo blu che si staglia sopra metri e metri di roccia. Le grotte sono 30, ma già dalla prima ti rendi conto che l’appellativo di “Louvre dell’India antica” si adatta benissimo a questo luogo.

Noi ci siamo attivati nel primissimo pomeriggio, dopo che il bus notturno ci ha portato ben oltre la vicina città di Jalgaon e abbiamo dovuto farci altre tre ore di viaggio seduti proprio sopra le ruote posteriori di un mezzo senza sospensioni…ad ogni buca lo stomaco e la bocca si baciavano contro la loro volontà. La bellezza del sito, giustamente dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, ha comunque prevalso su ogni stanchezza e sul sole che picchiava forte.

La realizzazione di queste grotte è avvenuta in diversi momenti che vanno dal II sec a.C., al VI sec. d.C., periodo in cui il buddhismo cominciò a perdere importanza rispetto all’induismo. La loro fortuna è che sono state dimenticate e protette dalla vegetazione per più di mille anni, finché nel 1819 alcuni soldati inglesi le scoprirono durante una battuta di caccia. Il loro isolamento ha contribuito a preservare in ottimo stato le sculture e alcuni dei magnifici dipinti.

Tutte le grotte sono state scavate interamente nella roccia, cinque sono templi, le altre 25 sono monasteri o luoghi di preghiera. Nelle più antiche il Buddha non veniva mai rappresentato direttamente, la sua presenza è sempre evocata da un simbolo come l’impronta di un piede o la ruota della legge. Sono particolarmente importanti i dipinti, alcuni in ottimo stato di conservazione, che rappresentano scene di vita quotidiana e scendono nei dettagli per quanto riguarda i volti e l’abbigliamento. Quello più famoso è nella grotta 17 e rappresenta una principessa nell’atto di truccarsi.

Sono comunque le sculture a dominare le varie sale: Buddha distesi, in piedi, o seduti, a centinaia, decorano le pareti e le colonne che sorreggono le sale interne, ma non mancano nani, soldati e fiori. Una meraviglia. Usciamo dal sito già verso il tramonto, ci aspettano altre tre ore di bus fino ad Aurangabad, dove cercheremo una sistemazione per la notte. E’ sempre pesante dover cercare un albergo di notte in un città che non si conosce, ma oggi non riuscivamo proprio a scollarci da Ajanta.

La parete rocciosa a forma di ferro di cavallo
 Alcuni bei "Budini"
Il Buddha disteso lungo una decina di metri
Le stanze sono tutte riccamente lavorate 

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