sabato 29 settembre 2012

Il monsone a Kumming

[Cina]  Partiamo da Lijiang di mattina presto mentre ancora piove, diretti a Dali, per visitare questa città sul lago e le sue famose pagode bianche. Per strada scendiamo prima, a Jiangwei, dove c’è un mercato pieno di donne Naxi, è un vero peccato che non ci sia il sole. Proseguiamo per Dali dove ci fermiamo solo mezza giornata, il tempo necessario per vedere le tre pagode bianche e la città vecchia cinta da mura larghe come la Grande Muraglia su cui ci si può camminare sopra. Con una giornata così grigia non c’è motivo di noleggiare la bici per fare il giro del lago, alle 16.30 prendiamo il bus per Kumming. 

La capitale dello Yunnan è enorme con ben cinque stazioni di autobus a lunga percorrenza. Arriviamo a sera tardi alla stazione ovest, 25 km dal centro, e prendiamo un taxi che ci porta alla guesthouse. E’ quasi mezzanotte. Vado pazza per queste corse in taxi di notte tra le grandi arterie, il traffico che mi circonda e i grattacieli illuminati che si avvicinano.

Nella guesthouse c’è la disponibilità di una sola stanza singola. A quest’ora non è il caso di riprendere la ricerca di un hotel, siamo stanchissimi e abbiamo mangiato poco, meglio dormirci sopra. Il letto a una piazza va benissimo e poi questo è il posto giusto dove chiedere delle informazioni per continuare il nostro viaggio ed eventualmente comprare i biglietti senza perdere diverse ore andando alla stazione, non tutti gli alberghi lo fanno.

Sul piano della nostra camera c’è un bar con luce soffusa, bella musica e gente da tutto il mondo con di fronte il piccolo portatile, o intenti nella lettura, tutti sparsi tra le grandi poltrone. Beviamo una birra, la canzone di Bob Dylan “Mister Tambourine Man”, mi fa sentire un po’ a casa. Aggiorniamo il blog e andiamo a letto.

Domani speriamo ci sia il sole, siamo stufi di questa coda del monsone estivo che rende il cielo cupo e incute tristezza.

Dove siamo nello Yunnan.

Venditore di false banconote bruciate dai fedeli per garantirsi 
un passaggio sicuro attraverso le porte dell’inferno.
Il cibo, la grande passione dei cinesi

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