venerdì 14 settembre 2012

Le dune cantanti di Dunhuang


NOTA: per tutto il periodo che saremo in Cina le foto verranno allegate dall’Italia con tempi diversi rispetto al testo.

[Cina]  Per capire quanti sono i cinesi basta venire a Daheyan dove c’è la stazione ferroviaria più vicina all’oasi di Turpan. Da questa città partono anche autobus per le più importanti destinazioni della regione. Le due stazioni distano un centinaio di metri e lo spazio intorno è letteralmente ricoperto dalla gente in partenza seduta tra bagagli e sacchetti in plastica contenenti cibo liofilizzato, la passione dei cinesi. Nelle poche zone dove non ci sono persone ci sono mucchi di immondizie prodotte da questa massa in attesa.Gli uomini scatarrano e sputano ovunque, tanto che non abbiamo il coraggio di appoggiare gli zaini per terra.

Da Kasghar abbiamo trascorso due notti nello sleeping bus, il secondo dei quali ben incastrati nell’ultima fila di cuccette ed ora ci aspetta un viaggio tra i sedili rigidi del treno perché non abbiamo trovato posto sulle cabine letto. Ancora 25 ore di viaggio per raggiungere Lanzhou, con un totale di 3000 km in tre giorni… e non siamo ancora al centro della Cina.

Saliamo velocemente sul vagone per trovare un posto dove sistemare i bagagli, una lotta tra pacchi, valige e grandi secchi in plastica disseminati dappertutto.

Per dormire la gente si sistema in qualsiasi buco, qualcuno anche per terra, sotto di noi. Cerco anch’io di stendere i miei luridi piedi cercando un varco sul sedile opposto. Qualche posto più in là alcuni giocano a carte parlando ad alta voce, incuranti del fatto che tutti stanno dormendo. Passiamo la notte con questa umanità dove così mal ridotta da tre giorni di viaggio mi sento proprio a mio agio. La sporcizia rassegnata genera quasi un senso di libertà.

Per fortuna la notte passa veloce e riusciamo anche a dormire un po’.Non è ancora mattina che i cinesi sono già attivi nel riempire di acqua calda le loro confezioni di cibo precotto, diffondendo un fastidioso odore di brodo, dado e spezie. Sorridenti mi offrono da mangiare. Poi si lavano a turno sul piccolo lavandino del vagone: chi si rade la barba, chi si lava i denti e chi addirittura i capelli. I cinesi di questo vagone mi sono simpatici, tossiscono, ma almeno non sputano per terra e si puliscono il naso con il fazzoletto invece che con le mani.

I miei pensieri girano e riescono a riempire velocemente le ore di questo lunghissimo viaggio, mentre la sabbia si alterna a terre coltivate. Un enorme campo eolico in mezzo al deserto, fatto di centinaia e centinaia di pale, provoca l’ammirazione di tutti.

Alle 22 arriviamo a Lanzhou. Lasciamo i nostri compagni di viaggio ancora trafficare con le loro bottiglie piene di foglie di tè a cui aggiungono continuamente acqua calda fornita da un rubinetto posto in ogni scompartimento. Per loro sarà un altro giorno di viaggio fino a Chengdu, per noi invece ci sarà una lunga doccia e una notte su un letto… vero!

Le maestose dune di sabbia di Dunhuang
A metà strada tra Turpan e Lanzhou c’è l’importante Dunhuang, dove noi non ci siamo fermati perché ci siamo già stati in un viaggio precedente. Ci sono due belle cose da vedere: le maestose dune di sabbia e le grotte di Mogao.
- Le grotte di Mogao sono una delle più grandi e importanti raccolte di arte buddista del mondo. Delle 492 grotte solo 20 sono aperte ai turisti e due di queste contengono grandi Buddha alti una trentina di metri.
- Le dune sono così maestose che sembrano cadere sulla città, la più alta raggiunge i 1775 metri. Il vento che passa tra la sabbia genera uno strano rumore, per questo vengono chiamate le Dune Cantanti. I cinesi hanno trasformato queste montagne di sabbia in un immenso parco giochi, una specie di Disneyland, dove si possono noleggiare degli slittini per scendere dalle dune oppure dei cammelli per attraversarle. C’è pure un suggestivo lago a forma di mezzaluna un po’ troppo perfetto, vale comunque la pena venirci

Dunhuang, sullo sfondo le dune giganti,
sembrano montagne.
Il lago della Mezzaluna tra le dune di Dunhuang.
Notte in treno: 26 ore così!

3 commenti:

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