martedì 11 settembre 2012

Kashgar, la città più lontana dal mare


[Cina]  Arrivati in città preleviamo dei soldi (qui i bancomat funzionano benissimo)  e scopriamo che nell’ultimo anno l’euro ha perso parecchio rispetto allo yuan, se prima ci volevano 10 yuan per 1 euro, ora ne servono 8, in pratica tutto ci costerà il 25% in più.

Ben due agenzie turistiche ci confermano quello che già sospettavamo, cioè che arrivare in Tibet è molto complicato, quasi impossibile. Si può entrare con un gruppo composto da almeno cinque persone della stessa nazionalità e tutto organizzato, con tanto di guida al seguito. Non ci piace questa soluzione. Decidiamo così di sfruttare il visto cinese per andare nello Yunnan, una parte di Cina che non abbiamo visto. Il problema è che si trova a circa 4000 km da Kashgar, tanti giorni e tante notti in bus o in treno, ma faremo delle tappe intermedie.

Bene, cominciamo da stasera con un bus notturno dove, al posto dei sedili, ci sono cuccette (una figata!). Arriveremo ad Hotan, per poi attraversare il deserto del Taklamakan in pieno giorno, con un altro bus di 25 ore.

La mitica città di Kashgar
Kasghar è da sempre, insieme a Samarcanda, la città simbolo della Via della Seta. Qui si incontrano le storiche vie provenienti dai passi Torugart e Irkeshtam che portano nel Kirghizistan e quella proveniente dal Pakistan, attraverso il passo Khunjerab, lungo la famosa Karakoram Highway, una delle strade più spettacolari al mondo.

Con i suoi 700.000 abitanti, di cui il 70% uiguri  e 30% cinesi di razza han, Kashgar è considerata la città più lontana dal mare, da cui dista più di 2000 km. E’ un’oasi ai bordi del grande deserto del Taklamakan e fa parte della regione autonoma cinese dello Xinjiang, grande cinque volte l’Italia, con usi e costumi che hanno ben poco a vedere con quelli della Cina orientale. A Kashgar si parla lo uiguro, che appartiene al gruppo linguistico turco,  quasi nessuno capisce il cinese. La religione dominante è quella mussulmana, con donne uigure che girano col viso completamente coperto, soprattutto nella parte vecchia della città. Gli uomini anziani portano il tipico pizzetto bianco. Lo Xinjiang, come il Tibet, vuole da sempre la separazione dalla Cina, ma Pechino non ne vuole ovviamente sapere, a causa di questo ci sono continui tensioni e scontri.

Anche l’ora, che Pechino assurdamente impone uguale in tutto il suo vasto territorio, qui è diversa: nella vita quotidiana viene usato un orario che è due ore indietro rispetto a quello ufficiale. Con l’ora di Pechino, a Kasghar sarebbe ancora buio alle 8 di mattina e luce alle 10 di sera. Ma uffici, autobus e treni, rispettano l’ora di Pechino, insomma, un bel casino!  

E’ rimasto ben poco della città vecchia, il governo sta demolendo interi quartieri per costruirci dei centri commerciali. Nelle poche vie rimaste ci sono cose che non sono cambiate dal medioevo: gli artigiani lavorano il ferro e il legno ancora a mano, uno spettacolo.

Il mercato di Kashgar
L’attrazione più famosa di Kashgar è sicuramente l’enorme mercato, uno dei più incredibili bazar di tutta l’Asia. Già alle prime ore dell’alba, le strade della città brulicano di pedoni, cavalli, biciclette, moto, carri trainati da asini e tuk-tuk scoppiettanti. Sulle bancarelle si può trovare veramente di tutto: serpenti essiccati, pipistrelli sott’olio, code di lucertole, pellicce di strani animali e amuleti vari.

Serpenti e altri animali sulle bancarelle di Kashgar. 
Uomini uiguri all'esterno della grande moschea. 
Una delle poche vie rimaste della città vecchia.

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