sabato 22 settembre 2012

Intorno al Tibet


[Cina]  Come avevamo già detto in Tibet non possiamo andare. Non c’è solo la condizione che ci siano almeno cinque persone della stessa nazionalità per avere il permesso, stando comunque dentro un gruppo con tanto di guida al seguito, ma in questi due mesi il Tibet è completamente chiuso ai turisti.
 
Così lo abbiamo aggirato da sopra per visitare il Kham, una regione parte del Tibet storico, con gli stessi usi e costumi, che politicamente si trova in Cina, esattamente nella parte ovest del Sichuan e dello Yunnan. Oltre a trovarsi a quote elevate, le strade per raggiungere le varie località sono pessime, tutte sterrate e piene di fango, per percorrere anche solo 200 km si impiega un’intera giornata e se piove si rimane bloccati.

La strada ha paesaggi stupendi con sei passi da superare tra i 4300 e i 4800metri. Partendo da Chengdu in cinque o sei giorni visiteremo:
Kanding        (a 2616 m)
Litang           (a 4014 m)
Daocheng    (a 3740 m)
e infine approderemo alla mitica Sangri-la (a 3270 metri), nella provincia dello Yunnan.

Il viaggio inizia da Chengdu con un bus che dovrebbe impiegare 7 ore per arrivare  fino a Kanding. Fuori città c’è subito una fitta vegetazione con canne di bambù così alte che sembrano alberi. Ai lati delle strade ci sono delle stuoie stese per terra con il grano lasciato ad essiccare, le donne usano i rastrelli per sparpagliarlo bene. I tetti delle case sono cinesi con le caratteristiche tegole sottili e fittamente sovrapposte ai bordi dei quali spesso ci sono dei riccioli e qualche piccolo drago. 

Man mano che si avanza la strada si fa difficile, a tratti impraticabile e ad una sola corsia con conseguenti lunghe attese a causa del traffico alternato. Sul finestrino del bus si appoggiano i rami della vegetazione punteggiata qua e là da grandi felci. Si prosegue tra lo scorrere di villaggi con le pannocchie di granturco appese alle pareti esterne delle case, oppure appoggiate sui davanzali, al posto delle fioriere. 

Il bus sale lento la montagna, a suon di clacson, fiancheggiando un grande torrente con ponti in legno tesi tra fili d’acciaio che collegano i paesi alla strada principale. Dall’alto scendono piccole cascate d’acqua che spiccano tra il verde. Nelle lunghe attese per il traffico alternato si formano code infinite di camion e macchine, improvvisati venditori con i loro camioncini cucinano pannocchie per la gente in attesa. Inizia a fare buio, il nostro bus si ferma a riparare una ruota, ceniamo con le noci vendute sulla via.

Vicini a Kanding il bus ha ancora problemi, questa volta al motore. Dopo due ore un’altro bus ci prende a bordo e quando arriviamo in città è quasi l’una di notte, con ben 8 ore di ritardo. La ragazza alla guesthouse non vuole darci la stanza che avevamo prenotato e non capiamo il perché. Dopo un po’ di trattative alle 2 siamo finalmente a letto. La sveglia domani suonerà alle 5.30 per prendere il bus dell 6! Piove, fa freddo e andiamo a letto vestiti.

Si formano file di camion e macchine,
improvvisati venditori cucinano pannocchie.
 
200 Km di strada di fango.
Le bandierine tibetane sui passi.
Ristorante lungo la strada.

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