mercoledì 5 settembre 2012

Camminando sotto la pioggia


[Kirghizistan]  Siamo arrivati ieri a Karakol, dopo un viaggio di sei ore lungo la parte nord del Lago Issyk-Kol, essenzialmente un gigantesco catino naturale pieno d’acqua incastonato tra i monti. Il nome significa ‘lago caldo’ e infatti per la sua profondità e la sua moderata salinità le acque di questo lago non gelano mai; l’Issyk-Kol è il secondo lago alpino più grande del mondo (dopo il Titicaca in Sud America). Karakol è invece una tranquilla cittadina con bassi edifici, alcuni in legno come la nostra guesthouse, e con strade secondarie punteggiate da romantiche dacie russe. Ieri sera siamo usciti per trovare un posto dove mangiare, un taxista ci ha portato al Lovely Pizza, ma non era il posto che volevamo. Tornando verso il centro abbiamo camminato nelle strade buie tra lunghi filari di pioppi imponenti e abeti, più che in città, ci sembrava di essere in un bosco.

Questa mattina dopo colazione abbiamo iniziato la nostra escursione di otto ore verso la meta probabilmente più conosciuta nei dintorni di Karakol, una stazione termale chiamata Altyn Arashan (‘terme dorate’) adagiata in una vallata alpina a 3000 m di quota. Partiti da 1800 m, abbiamo iniziato la nostra salita fiancheggiando un torrente in piena, quando ci parlavamo dovevamo alzare la voce per superare il rumore dell’acqua. In questa Riserva Naturale ci sono circa 20 leopardi delle nevi e qualche orso, ma fortunatamente noi abbiamo visto solo cavalli e pecore. A tratti è piovuto e non abbiamo quasi mai visto il sole, negli ultimi chilometri di strada un camion per trasporto tronchi ci ha dato un passaggio sul cassone. Siamo stati attaccati stretti con le mani e le gambe molleggiate per tenerci in equilibrio, mentre il camion saliva su e giù per questa strada sconnessa. Dopo l’ultima curva è comparsa la vallata alpina: freddo, pioggia e noi vestiti di niente.

Il villaggio ha diversi piccoli stabilimenti termali. Acque calde naturali fluiscono in una serie di vasche di cemento e le pozze esalano vapori sulfurei. Potevo spogliarmi e mettermi dentro, io e tutti i miei cinquanta bubboni che mi hanno regalato le cimici. Da come vengono esaltate le proprietà curative di queste acque avrei sicuramente trovato giovamento. L'acqua dentro queste vasche era un po' torbida qualcosa galleggiava, il dubbio, di avere domani qualche nuova magagna, mi ha fatto cambiare idea. 

Nella discesa abbiamo incontrato Carlo un docente universitario di Roma, si è fatto da solo tre notti nelle montagne dormendo in tenda. Anche lui non ha visto l'orso...in compenso si è perso due volte, mi ha affascinato il suo racconto, per me è un grande. E' un conoscitore di Dante, per chi fosse interessato il suo sito è: www.illuminati.it

  Camminiamo  tra un chiassoso torrente e grandi abeti 
sperando di non incontrare leopardi delle nevi e orsi.

 Il camion ci da' un passaggio, io ricevo anche dei fiori.

  Dopo l'ultima curva, laggiù in fondo sulla vallata la stazione termale,
 le nubi nascondono le alte vette innevate.

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