sabato 4 agosto 2012

Ciccio e Franco

[Iran] Non ci sono turisti in giro, la propaganda all’estero e soprattutto in Europa sta togliendo all’Iran anche questa risorsa. Eppure dovremmo sapere, soprattutto noi italiani, che spesso i governi non sono l’espressione di un popolo. Venire in Iran è pericoloso, rischioso, folle, dicono tutti. Il sito del Ministero degli Esteri lo sconsiglia vivamente. Eppure non ho mai trovato, nei miei viaggi, un popolo così squisitamente gentile, ospitale e tranquillo. Se sei per strada, con la guida in mano, si fermano e ti chiedono di cosa hai bisogno, si fanno in quattro per aiutarti. Soprattutto le donne, che qui conoscono meglio l’inglese perché più istruite degli uomini. Molte volte ti pagano il bus o il taxi, anche se loro guadagnao meno di 150 euro al mese. 
Mai scortesi, anche quando, come negli alberghi, cambi idea mille volte sulle stanze.  Certo, l’obbligo del velo in testa e dei fianchi coperti non lo digeriamo facilmente – nemmeno molti di loro -, ci sembra assurdo, ma è l’unica condizione a cui,  noi turisti,  dobbiamo sottostare. 
Si dovrebbe venire qui anche per capire quanto sia manipolata l’informazione dei media italiani ed occidentali in genere.
Eppure gli iraniani ci amano, amano il nostro Paese e la nostra cultura. Continuamente ci chiedono da dove veniamo e quando diciamo loro che siamo italiani, ci elencano le bellezze dell’Italia: da Michelangelo a Firenze, da Mastroianni a Benigni. Un anziano ci ha detto che si è visto tutti i film di "Ciccio e Franco" tradotti nella sua lingua.    

Oggi abbiamo parlato con tante persone, alcuni sanno l’inglese perché sono stati all’estero prima della rivoluzione, ora non possono più muoversi facilmente, sia perché l’ambasciata non rilascerebbe il visto, sia perché il Rial è stato svalutato pesantemente negli ultimi tempi.

E’ un popolo bello e triste, una tristezza che trapela dai chador e dai sorrisi. Ma è anche un popolo orgoglioso che saprebbe essere compatto nel caso si sentisse in pericolo…e i suoi “nemici” lo sanno.

Le moschee sciite sono piene di luce e hanno le pareti completamente
 riempite di piccoli specchi a forma di mosaico, brillano di tutti i colori.


Sguardi di donne all'ingresso di una moschea
La maschera in metallo e' piu' frequente nell'Iran del sud.


Le nostre compagne di viaggio 

5 commenti:

  1. I vostri reportage sono una fedele compagnia: di scoperta, di incontro, di vicinanza a voi, che ci siete dentro! Grazie!
    Buona strada!
    Rosanna

    RispondiElimina
  2. Ogni popolo ha i suoi tiranni... stamattina a Peniche, in Portogallo, abbiamo visitato le carceri dell'epoca di Salazar, dove venivano rinchiusi i prigionieri politici (comunisti), emozionante... Ma perchè la libertà fa così paura??
    Cri

    RispondiElimina
  3. che meraviglia!!!!

    RispondiElimina
  4. Carissimi, che emozione leggere i vostri racconti, dopo avere condiviso con voi alcuni momenti nella splendida Isfahan...è incredibile quanto la realtà di un viaggio in Iran sia lontana dall'immaginazione!uno dei ricordi più belli del mio breve viaggio è il breve incontro con voi,vi ringrazio per avere condiviso con me alcune emozioni, continuerò a seguirvi, purtroppo da casa! Un carissimo saluto luca

    RispondiElimina
  5. grazie Luca,
    anche per noi tu sei stato un bell'incontro, uno scambio di idee molto interessate sulla città e sui viaggi in genere. La tua disponibilità ad ascoltare tutte le persone che si proponevano come guida ci ha stupito.
    grazie paola e ruggero

    RispondiElimina