sabato 11 agosto 2012

Mashhad: giornata memorabile

Per due motivi:
-         abbiamo ottenuto il visto turkmeno
-         siamo entrati nell’incredibile complesso Imam Reza, una delle meraviglie del mondo islamico, vietato ai non mussulmani

Dopo 14 ore di bus, attraverso il deserto iraniano, siamo andati di corsa all’ambasciata turkmena…stranamente chiusa! Paola non si arrende e si aggrappa al campanello, dopo dieci minti arriva finalmente una donna ad aprire…mossa da compassione (perché non si sa) ci fa entrare e, dopo averci offerto il tè, avvia le pratiche per il visto; paghiamo 110 $ in due e da lunedì abbiamo cinque giorni per attraversare il Turkmenistan. E’andata!

Cerchiamo un hotel, ne passiamo una decina, tutti completi o con prezzi impossibili: siamo a Mashhad, la città più sacra dell’Iran, con 12 milioni di pellegrini ogni anno, soprattutto durante il ramadan. Ci sistemiamo in un hotel senza senso e andiamo subito a visitare il complesso Imam Reza. C’eravamo già venuti nel 2004 e avevamo visto solo i cortili esterni, perché la tomba di Imam Reza è vietata ai non mussulmani. Chi l’ha vista parla di uno spettacolo unico.

Il complesso è stato costruito sopra la tomba dell’ottavo imam sciita, Emam Reza, diretto discendente del profeta Mohammed. Emam Reza mori nell’817 d.C., da allora il piccolo villaggio è diventato una città di 4 milioni di abitanti, con tanto di metropolitana.

Oggi, come l’altra volta, appena hanno visto che siamo turisti ci hanno appioppato due volontari per accompagnarci solo nei posti consentiti, una donna per Paola e un uomo per me. Non me la sono sentita di mentire, di dire che sono mussulmano per poter entrare nella tomba ricoperta d’oro, ma abbiamo avuto la fortuna di trovare dei volontari illuminati. Ci hanno detto che come loro possono visitare la Cappella Sistina è giusto che io possa vedere il loro santuario.

Non riesco a descrivervi l’emozione: grate, porte e cupole tutte in oro; soffitti a specchio che riflettono lo splendore ovunque. Il complesso contiene moschee, musei, scuole teologiche. Visitiamo il santuario mentre un altoparlante urla la lettura del corano e migliaia di pellegrini pregano commossi.

La sera ceniamo da Vali, un intraprendente venditore di tappeti poliglotta, gestisce l’unico ostello di Mashhad… ovviamente la nostra tavola era un bel tappeto.

Il grande santuario di Imam Reza di notte

La tomba d'oro dentro il santuario

La cena a casa del mitico Vali, venditore di tappeti

6 commenti:

  1. tutto bene? c'è stato terremoto nell'iran nord occidentale. non vi scrivo, ma vi seguo sempre fu'

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  2. PS: Anche se non commento, vi seguo sempre... ciao. L.

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