mercoledì 1 agosto 2012

Una città piena di barbapapà

[città di Orumiye, Iran] Questa notte, quando ho acceso la luce per andare in bagno, una decina di bestiacce tipo scarafaggi giravano tra le nostre cose. Ne abbiamo ucciso qualcuna poi abbiamo lasciato la luce accesa sperando che se ne rimanessero dentro la moquette. Meno male che siamo in un albergo discreto.
Stamattina ci siamo svegliati tardi, ieri è stata davvero una giornata difficile. Abbiamo fatto un giro per l’interessante bazar, una città dentro la città. Tra le vie tante donne con il loro chador ben chiuso sul viso, mi sembrano tanti barbapapà completamente neri. Alcune di loro hanno acconciature che si alzano di 20 centimetri, o che si allungano verso la nuca, a pera. Qualcuna è trucatta con eyeliner e sopracciglia esageratamente disegnate, c’è chi porta il tacco 12 e chi ha i capelli tinti di biondo. Non tutte indossano il chador ma ovviamente tutte devono avere il capo coperto. Anch’io ho questo obbligo e devo anche portare una camicia a maniche lunghe.
Pure qui, come a Diyarbakir, c’è un’antichissima comunità di cristiani, una delle chiese presenti in città è tutta a cunicoli e risale al II sec. d.C.
Oggi pomeriggio siamo partiti per Tabriz. Usciti dall’albergo si forma un nuvolo di persone intorno a noi: chi voleva portarci a mangiare, chi accompagnare chissà dove. Noi dovevamo andare alla stazione degli autobus. Una barbapapà ci prende quasi di peso e, senza poterci opporre, ci mette in un taxi che ovviamente paga lei. Incredibile!
Abbiamo cambiato 250 € e adesso in tasca abbiamo una mazzetta da 6 milioni di rial alta 4 centimetri, siamo ricchissimi. Con i soldi è un casino nel senso che la moneta è il rial ma molti parlano di prezzi in toman (un toman equivale a 10 rial) che tu devi convertire nella tua testa ulteriormente in euro.
Tanti si avvicinano per chiederci da dove veniamo, per darci il ben venuto, oppure semplicemente per salutarci. Anche oggi non abbiamo visto turisti è forse per questo che noi, per loro, siamo come due piccoli ufo.
Questa sarà un’altra notte in bus, al sicuro dagli scarafaggi. Domani mattina dobbiamo essere assolutamente a Teheran per chiedere il visto all'ambasciata del Turkmenistan.
Lettura del corano dentro una moschea di Orumiye


Una piccola Cappadocia a Kandovan, vicino a Tabriz.
Ma qui, all'interno di queste grotte, continuano a viverci circa 600 persone


L'immagine dell'Ayatollah Khomeini abbellisce i giardini di  Bagh-e' Golestan a Tabriz

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