domenica 12 agosto 2012

Un saluto all'Iran

NOTA: domani entriamo in Turkmenistan, con un visto di transito di 5 giorni, venerdì sera dobbiamo uscire. Dalle notizie che abbiamo è decisamente un paese strano, tanto per non usare altri termini. Inoltre, internet è lentissimo e soprattutto filtrato. Non sappiamo quindi se riusciremo ad aggiornare il blog.

Non ricordare il giorno trascorso
E non perderti in lacrime sul domani che viene:
Su passato e futuro non far fondamento
Vivi dell'oggi e non perdere al vento la vita.
Omar Khayyam

[Iran]  Così lasciamo l’Iran dopo quasi due settimane.
Ringraziamo gli iraniani per la loro gentilezza ed ospitalità, per tutte le volte che ci hanno accompagnato in auto, per i passaggi in bus senza pagare il biglietto: “siete ospiti!”. Li ringraziamo per aver sempre lodato l’Italia, attraverso le sue bellezze, gli scrittori, gli attori e anche i suoi calciatori. Li ringraziamo per non aver mai risposto alle parole “ siamo Italiani”, con parole come "mafia" o "Berlusconi". Credo sia l’unico paese in cui nessuno ce l’ha mai detto.

In Iran la vita costa veramente poco, noi abbiamo speso circa 17 euro a testa al giorno tutto compreso, pur scegliendo alberghi buoni (si veda il link “Quanto costa l’Iran” che aggiungerò appena possibile). Eppure nessuno ha mai gonfiato i prezzi oppure preteso una mancia. Forse qualche taxista.

Sapevamo che in Iran non si poteva prelevare col bancomat, per via dell’embargo. Sembra che anche in Turkmenistan non funzioni, questo è un problema, perché cominciano a scarseggiare le nostre scorte di denaro.

Oggi, a Mashhad, siamo tornati nell’immenso santuario di Imam Reza per goderci ancora quello spettacolo ed abbiamo fatto un’escursione alla tomba di Ferdosi, il grande poeta.

Dedichiamo l’ultimo giorno alla grande poesia persiana
Gli iraniani venerano ancora i loro grandi poeti. A molti di loro sono stati intitolati monumenti sepolcrali, piazze e strade: Ferdosi e Omar Kayyam sono sepolti in vastissimi giardini nei pressi di Mashhad, mentre a Sa’di e a Hafez  sono dedicati interi mausolei a Shiraz. Molti iraniani, anche analfabeti, conoscono a memoria alcune poesie dei loro poeti, le cui tombe sono meta di pellegrinaggi, con folle di gente che legge o recita a voce alta le poesie.

Nel deserto
“Un grande silenzio mi avvolge e mi chiedo
come ho potuto mai usare la parola”
Rumi

L'amore non si fa preannunciare da squilli di tromba,
ma penetra silenzioso nel cuore dell'uomo.   
Hafez

Dicono: ci saranno, dopo, il Paradiso e le fanciulle.
Dicono: ci saranno, laggiù, e vino e latte e miele.
Che male v'è allora se, qui, ci scegliamo vino e amanti
quando, alla fine di tutto, così sarà ancora?
Omar Khayyam

Oh Rosa,
Ti ho cercata
tra tutte le rose,
Ma non ti ho trovata.
Ho patito, ho gridato, ho urlato,
Girovagato
Da una terra a un'altra
Nell'immensità.
Alla fine ti ho trovata
quieta, addormentata
nel mio cuore.
Hafez

La cupola tutta d'oro che sovrasta la tomba di Imam Reza

Una distesa infinita di tappeti per la preghiera serale 

Il mausoleo dedicato al poeta Ferdosi appena fuori Mashhad
E' stato costruito su imitazione della tomba di Ciro a Pasargade.

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