domenica 26 agosto 2012

Il ruolo delle donne


[Uzbekistan]  Sono seduta davanti alla gigantesca Moschea di Bibi-Khanym, uno dei gioielli di Samarcanda, un tempo era tra le più grandi moschee del mondo islamico.

Resto affascinata dalla leggenda secondo cui Bibi-Khanym, moglie cinese di Tamerlano, ne ordinò la costruzione per fargli una sorpresa quando sarebbe tornato da una delle sue imprese. L’architetto però si innamorò di lei e ne pretese un bacio per finire i lavori. Il bacio lasciò un segno così profondo che Tamerlano se ne accorse, fece giustiziare l’architetto e ordinò che le donne indossassero un velo per non rappresentare più una tentazione per gli uomini.

A me la leggenda così non piace. Allora immagino questa donna intraprendente alle prese con gli artigiani, gestire le trattative e definire i dettagli. Finché con l’architetto, un tipo molto figo, ne sono sicura, cominciarono sguardi complici e sempre più intriganti. Ad un certo punto si innamorarono perdutamente e si scambiarono baci intensi come i colori delle maioliche. Tamerlano, visto che mi sta anche un po’ antipatico, non lo faccio tornare a Samarcanda, ma lo lascio impegnato nelle sue conquiste, magari in Afganistan, nelle piazze di Kabul, a fare battaglie con gli aquiloni, per avere chissà quale inutile  supremazia dei cieli… e i due amanti li faccio vivere felici e contenti.

Un’altra donna che lasciò un segno importate fu Gowhar Shad, nuora di Tamerlano. Sotto la sua influenza la capitale fu spostata da Samarcanda ad Herat (ora in Afganistan), che divenne una città colta e raffinata, popolata di architetti, musicisti, miniaturisti e poeti. Ancora oggi i grandiosi edifici commissionati da G. Shad occupano un posto d’onore fra i grandi patrimoni culturali dell’Asia centrale.

Mercati e centri commerciali
Oggi siamo stati a Shakhrisabz, città natale di Tamerlano. Dista 90 km da Samarcanda e per arrivarci abbiamo superato un passo a 1.788 metri, con mandrie al pascolo e piccoli ristoranti pieni di turisti locali. La cittadina, oltre a possedere i resti di qualche importante moschea ed un’enorme statua del condottiero, era animata da un vivace mercato domenicale. Si ragionava sul fatto che da noi si fanno tante discussioni sull’apertura dei centri commerciali nei giorni festivi, mentre in quasi tutto il mondo, molti mercati storici importanti sono attivi soprattutto di domenica.
Tamerlano è un simbolo di potere e di onore per gli uzbeki. E’ quasi un rito che gli sposi vengano in questa cittadina a rendergli omaggio e farsi fotografare sotto la sua statua nel giorno del loro matrimonio. Oggi pomeriggio era una continua processione di uomini col vestito di tessuto nero lucido e donne immancabilmente in bianco, anche la faccia, piena di fondotinta per sbiancarla.

Stasera siamo di nuovo in treno verso Tashkent, la capitale. Per il solito problema del “tutto esaurito” abbiamo trovato solo cuccette di prima classe in una cabina tutta per noi. Peccato, visto che il viaggio dura solo quattro ore, ma non avevamo scelta, se vogliamo tentare di prelevare dei dollari in banca domani mattina. 

La moschea Bibi-Khanyn... valeva quel bacio

Le donne uzbeke volevano rapirmi Ruggero

Al mercato domenicale, il pane in carrozzella

2 commenti:

  1. Carissimi, che emozione leggere i vostri racconti, dopo avere condiviso con voi alcuni momenti nella splendida Isfahan...è incredibile quanto la realtà di un viaggio in Iran sia lontana dall'immaginazione!uno dei ricordi più belli del mio breve viaggio è il breve incontro con voi,vi ringrazio per avere condiviso con me alcune emozioni, continuerò a seguirvi, purtroppo da casa! Un carissimo saluto luca

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  2. grazie Luca,
    anche per noi tu sei stato un bell'incontro, uno scambio di idee molto interessate sulla città e sui viaggi in genere. La tua disponibilità ad ascoltare tutte le persone che si proponevano come guida ci ha stupito.
    grazie paola e ruggero

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