lunedì 27 agosto 2012

Curiosità lungo la Via della Seta


Fino in Asia per un albero di noci
La finestra del nostro albergo si affaccia su un albero di noci, con le noci già belle grosse e tutte verdi. Paola dice : “Che bello quest’albero di pere”. La guardo stupito, non stava scherzando. Ammette poi che, forse, non ha mai visto un albero di noci in vita sua… ‘sti ciosotti, manco fossero a Milano!

La Via della Seta è quel reticolo di itinerari che permisero il commercio tra gli imperi cinesi e l’Occidente tra il II e il XIII secolo. In pratica Marco Polo la percorse verso la fine del periodo, successivamente le vie marittime le fecero perdere importanza.

Oggi come allora, la Via della Seta colpisce l’immaginario collettivo di tutti noi, regalando ancora timori ed avventure in qualche modo simili a quelli dei primi viaggiatori. Anche se i posti sono cambiati e le città sono diventate moderne, è un’emozione esserci.

Quasi tutte le varie Vie della Seta passavano per Bukhara e Samarcanda, che si possono considerare il centro di tutto questo percorso lungo 10.000 km. Per questo tragitto non passavano solo merci, ma anche informazioni, un vero e proprio scambio culturale.

Alcune curiosità lungo la Via della Seta:

La carta e non la seta
Una delle eredità più importanti di questo scambio non fu la seta, ma la tecnologia per produrre la carta, che i cinesi tenevano ben nascosta, finché nel 751 persero una battaglia a Talas (nell'attuale Kazakistan), dove furono catturati degli artigiani. Così l’arte di produrre la carta si diffuse prima a Baghdad e poi in Europa.

In viaggio anche la morte
Di questo scambio l’umanità avrebbe volentieri fatto a meno.
Nel 1343 il khan mongolo Jani Beg passò alla storia come il protagonista del primo episodio di guerra batteriologica. Durante l’assedio di Kaffa (in Crimea), lanciò con la catapulta dei cadaveri appestati dentro le mura della città. A Kaffa la peste infestò i mercanti genovesi che, fuggiti sulle navi per raggiungere il mediterraneo, diffusero il morbo in Europa. Nei sei anni che seguirono, la “morte nera” decimò tra il 30% e il 60% della popolazione, circa 100 milioni di persone.

Se il Papa avesse ascoltato il Khan…
Il papà e lo zio di Marco Polo avevano già incontrato il Kubilai Khan, nipote di Gengis Khan, in un viaggio precedente. Kubilai li nominò suoi ambasciatori presso il papa a Roma, con la richiesta d’inviargli 100 dei suoi prelati più dotti che gli dimostrassero i meriti della loro fede rispetto alle altre e in caso positivo, il Kubilai si sarebbe convertito al cristianesimo insieme a tutto il suo impero. Il papa rispose inviando solo due monaci, che però decisero di fermarsi in Armenia.
Viene da chiedersi quale sarebbe stato il destino dell’Europa se i 100 dottori della religione cristiana avessero realmente raggiunto e convertito l’impero mongolo. 

 I mercati sono pieni di ortaggi e frutta di tutti tipi,
ieri abbiamo fatto scorta di pesche, uva e prugne.

 Una macelleria lungo la strada, a 40 gradi. 

Un internet point lungo la via della seta, 
anche lui sta aggiornando il suo blog.

2 commenti:

  1. Ciao cugino, ho fatto vedere il tuo blog alla mia amica uzbeka, nata nella capitale dove ti trovavi ieri. mi ha detto che vedere le tue foto le ha fatto venire nostalgia di casa natia, e che il mercato, in 12 anni dalla sua partenza, non e' proprio cambiato. il vosto diario di viaggio si e'trasformato in una lettura della buonanotte in olanda :) Baci e buon viaggio! Nada

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  2. ciao a te cara cugina, che bello trovarti qui e sapere che ci leggete. Puoi dire alla tua amica (non credo legga l'italiano) che il suo paese è proprio carino e fatto di gente sempre gentile e sorridente. Lo dirò in uno dei prossimi post. Siamo stati proprio bene in questi giorni e i suoi gioielli architettonici sono indimenticabili. Un abbraccio forte a tutti voi e buona preparazione del meeting di metà settembre.

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