venerdì 24 agosto 2012

Il disastro ambientale del Lago d’Aral


[Uzbekistan]  Il Lago d’Aral negli anni cinquanta era il quarto lago del mondo per estensione e misurava 400 km di lunghezza e 280 km di larghezza; si trovava a cavallo del confine tra Uzbekistan e Kazakistan. Nel corso di 30 anni la sua superficie è diminuita così tanto che città come Moynaq, in Uzbekistan, uno dei porti di pesca più importanti, ora si trova a 180 km dalle sponde del lago. E’ uno dei disastri ambientali più gravi degli ultimi tempi.

Nella seconda metà del secolo scorso i responsabili della pianificazione centrale sovietica decisero di aumentare la produzione di cotone dell’Uzbekistan e del Kazakistan per dare maggior impulso alla produzione tessile del paese. I nuovi campi di cotone, molti dei quali si trovavano in terreni desertici, avevano bisogno di più acqua, così è stata prelevata in quantità sempre maggiore dai fiumi che alimentano il lago, causandone l’abbassamento.
Non si può nemmeno tornare indietro facilmente perché si è creato un grosso giro d’affari intorno al cotone e ciò causerebbe una crisi economica. 

Il lago aveva un’enorme quantità di pesce con oltre 20 specie, ora completamente sparite. Delle 173 specie di animali che vivevano intorno allo specchio d’acqua ne sono rimate solo 38. Ma non sono solo gli animali ad averne subito le conseguenze: gli abitanti della zona hanno avuto un incremento anomalo di malattie gravi, causato dall’uso intensivo di pesticidi nei campi di cotone e dal cambio totale del clima. I russi poi, negli anni, hanno usato la zona per degli esperimenti chimici che hanno inquinato ulteriormente l’area.

Anche il Lago di Tiberiade, tra Israele, Giordania e Palestina, sta subendo la stessa sorte, malgrado la comunità internazionale denunci da anni la situazione.

Siamo stati indecisi fino all’ultimo se andare a Moynaq, per vedere cosa rimane del lago. Ci ha fatto desistere la mancanza di autobus e treni per il ritorno a Samarcanda,  tutto esaurito fino alla settimana prossima per la festa dell’indipendenza. Non ce la sentivamo di tornare in taxi per più di 1000 km, di cui almeno la metà su strade sterrate.

Riportiamo sotto alcune foto non nostre, ma molto significative, delle navi intorno all’ ex città portuale di Moynaq, sono il simbolo di questa tragedia.

Moynaq: le carcasse arrugginite in fondo al lago prosciugato

 Moynaq: il Lago d'Aral era il quarto lago più grande del mondo

 "Se ogni esperto che si è occupato del problema 
del Lago d'Aral avesse portato un secchio d'acqua... 
il problema sarebbe già risolto." [un abitante di Moynaq]

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